GQG Partners: le chiavi della nuova boutique di Rajiv Jain


Quando Rajiv Jain iniziò la sua carriera professionale in Vontobel, 25 anni fa, lo fece gestendo circa 300 milioni di dollari. All’epoca, era responsabile di piccole strategie equity poco conosciute nel mercato americano. Con il passare del tempo, Jain ha dimostrato sempre più le proprie abilità da gestore, abilità che hanno gradualmente fatto emergere l'interesse degli investitori verso le sue strategie. Quando Jain decise di lasciare Vontobel, nel marzo 2016, il volume delle attività che gestiva era di circa 50.000 milioni di dollari. Il motivo di questa scelta è stato l'intenzione di avviare un nuovo progetto proprio. Oggi, questo progetto è una realtà e ha un nome: GQG Partners, società che in Italia vede Pablo Chiodi e Gabriel Poloni (di Chiodi Alpha Management) come i responsabili marketing.

GQG Partners è una boutique indipendente, fondata nel giugno 2016, che si concentra su strategie azionarie long only sia globali che emergenti, la specialità su cui Jain ha consolidato i suoi 23 anni di esperienza nella gestione. La società opera dalla sua base a Fort Lauderdale, Florida. Nel complesso, è una boutique composta da 34 professionisti, dieci dei quali eseguono compiti direttamente collegati al mondo degli investimenti. Anche se l’asset manager è stato fondato solo 15 mesi fa, questo registra già più di 9 miliardi di dollari di attività in gestione, un dato che mostra l’appeal che il gestore sta avendo nel mercato. Al momento, la strategia che raccoglie maggior patrimonio è quella che concentra il suo universo di investimento nei mercati emergenti (3.000 milioni di dollari).

Di fatto, la strategia che GQG Partners inizierà a promuovere in Italia, il GQG Partners Emerging Markets Equity Fund, è un fondo azionario emergente in formato UCITS, che dal suo lancio, nello scorso 15 febbraio, ha generato un rendimento nella sua classe euro del 4,7%, contro il 4,4% dell'MSCI Emerging Markets Index. È ancora presto per sapere se Jain sarà in grado di ripetere il successo che ha avuto in passato (sia in termini di risultati ottenuti che di asset gestiti). Ciò che è sicuro è che il gestore continuerà a far fede alla sua filosofia d'investimento; il che è confermato anche da uno dei suoi analisti, Chulantha De Silva, che il 3 ottobre è stato in Italia, in un incontro in cui ha spiegato ciò che piace e non al famoso manager.

A livello geografico, le preferenze di Jain sono concentrate in Brasile e, soprattutto, in Russia. È quindi nel mercato di Mosca che il gestore mantiene al momento un maggior sovrappeso rispetto all'indice (11,8% contro il 3,3%). Al contrario, la Cina rappresenta la principale posizione sottopesata, con un'esposizione diretta (18,2%) molto inferiore a quella del Paese nel benchmark (29,1%). Secondo Jain, "le grandi scommesse in Cina non corrispondono a valori legati alla vecchia economia, come quelli industriali, ma a quelli della new economy, come quelli tecnologici. Alcune di queste aziende, un giorno, faranno il salto che gli permetterà di diventare delle multinazionali", afferma il gestore, che sarà ancora una volta a Milano il prossimo 29 novembre. In termini settoriali, è proprio il settore tecnologico che ha un maggior peso in portafoglio (29,5%), superato solo dal settore finanziario (30,6%).

Secondo il team, le istituzioni finanziarie dei Paesi emergenti sono in una posizione ottimale per sfruttare la ripresa economica. Ciò che tali entità cercano essenzialmente, nell'universo che costituiscono questi mercati, sono aziende di alta qualità in grado di offrire una crescita dei profitti aziendali nei prossimi cinque anni. "Analizziamo il rendimento delle aziende, i loro margini, i loro leverage, le loro valutazioni... Prestiamo molta attenzione al top management delle società, fattore per noi fondamentale, senza mai rinunciare a confrontarci con i loro concorrenti per capire come l'azienda è vista dal mercato. Si tratta di un intenso processo di analisi e studio delle singole aziende su cui, alla fine, a prendere la decisione finale è Jain. È lui che ha l'ultima parola", spiega De Silva.

Tencent Holdings (5,8% del portafoglio), Alibaba (4,5%), Bank Central Asia, HDFC e Sberbank of Russia (rispettivamente con un 4,3%) sono attualmente le principali partecipazioni in portafoglio.

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