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Global Cities: l’impatto ambientale entra in classifica


Contributo a cura di Tom Walker, co-head of Global Real Estate Securities di Schroders. Contenuto sponsorizzato.

Per il quarto anno consecutivo Los Angeles ha mantenuto la sua posizione ai vertici dell’Indice Global Cities di Schroders, la classifica delle città più solide a livello economico e più interessanti per gli investitori.

Pur restando primo posto, il punteggio complessivo ottenuto da Los Angeles è diminuito a causa di uno score mediocre sull’impatto ambientale, nuovo criterio di valutazione introdotto quest’anno.

Londra mantiene il secondo posto, grazie a un’economia che continua ad attrarre società multinazionali, alle eccellenti università che ospita e al buon punteggio ottenuto in termini di impatto ambientale. Il fatto che Londra abbia mantenuto il secondo posto nell’Indice non sorprende. Sebbene sia stata interessata da una notevole incertezza generata da Brexit e dal conseguente contesto politico, i fondamentali sottostanti restano allettanti per gli investitori. Con un’economia che continua ad attrarre società multinazionali e professionisti altamente specializzati, una grande quantità di spazi verdi, acqua pulita e sicura, energia e trasporti pubblici, Londra resta popolare tra gli investitori.

Per il quinto anno consecutivo l’Indice, sviluppato dal team Global Cities di Schroders, classifica le città globali sulla base di tre punteggi proprietari: impatto economico, impatto universitario e per il primo anno impatto ambientale.

Tra i principali cambiamenti di quest’anno notiamo Stoccolma, che è entrata nella top 30 per la prima volta, al 26° posto, grazie a punteggi notevoli dal punto di vista ambientale e di PIL. Si tratta dell’unica città scandinava inclusa tra le prime 30 posizioni.

Anche le città statunitensi Seattle e Austin hanno scalato la classifica: entrambe sono all’avanguardia nell’economia della conoscenza e offrono nuovi posti di lavoro ben retribuiti rispetto ad altre località, come mostra l’ottimo punteggio sul reddito medio. Seattle e Austin sono riuscite a ottenere questo risultato nonostante non siano città molto grandi se paragonate ad altre metropoli globali.

Le città cinesi hanno ottenuto punteggi poco elevati a livello di impatto ambientale, e ciò le ha portate a perdere posizioni in classifica. Tuttavia, pur avendo ottenuto valutazioni basse sulla qualità dell’aria e dell’acqua, Pechino e Shanghai continuano a essere parte della top 20, rispettivamente al 19° e 20° posto, grazie ai rating elevati sugli altri due “impatti”. Gli analisti di Schroders restano comunque ottimisti riguardo alle città cinesi, in virtù del loro crescente utilizzo di combustibili a basse emissioni.

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