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Gli strategic beta conquistano i mercati


Sono 673 gli Strategic beta Exchange traded product (Etp) censiti da Morningstar, per un patrimonio di 396 miliardi di dollari a livello mondiale. A dirlo è il primo Global Landscape elaborato dalla società di ricerca, che ha anche introdotto un sistema di classificazione di questi prodotti.

I numeri mondiali

La quota di mercato di queste strategie passive, comunemente chiamate smart beta, che replicano un indice, cercando però di migliorare la performance o il livello di rischio, è in rapida espansione, soprattutto negli Stati Uniti (19% degli asset totali) e in Europa (5,6%). Esiste una chiara relazione tra la maturità del mercato e la diffusione di questi prodotti, tanto che il 90% del patrimonio complessivo è oltreoceano.

Gli Etp più popolari sono quelli specializzati su indici di titoli ad alto dividendo. Probabilmente, spiegano gli autori del report, gli investitori hanno cercato strumenti che potessero dare un rendimento superiore a quello molto contenuto dei titoli di Stato.

RANKING DEGLI STRATEGIC-BETA ETP IN BASE AI SECONDARY  ATRIBUTE
Fonte: Morningstar Direct, Morningstar Research. Dati al 30/06/2014

SECONDARY ATRIBUTE OF ETP AUM $ % OF ASSETS
DIVIDEND SCREENED/WEIGHTED 37 15.961.230.166 61,34
LOW/MINIMUM VOLATILITY/VARIANCE 12 2.225.476.951 8,55
NONTRADITIONAL COMMODITY 29 2.028.769.659 7,8
VALUE 9 1.600.418.589 6,15
EXPECTED RETURNS 3 1.024.093.723 3,94
EQUAL-WEIGHTED 8 979.573.830 3.76
MULTIFACTOR 8 807.033.145 3.10
FUNDAMENTALLY WEIGHTED  14 605.018.110 2.33
NON TRADITIONAL FIXED INCOME 5 464.174.783 1.78
GROWTH 7 193.531.043 0,74
RISK-WEIGHTED 4 118.843.073 0,46
MOMENTUM 3 13.073.563 0,05

 

Sotto il profilo commissionale, gli Strategic beta sono meno costosi dei fondi attivi con simili strategie, anche se in alcuni casi solo marginalmente. Sono, invece, più cari degli Etp tradizionali.

Europa, una storia recente

In Europa, queste strategie sono esplose negli ultimi anni. Nel 2005, il patrimonio era quasi nullo, mentre nel 2014 è arrivato a 26,3 miliardi di dollari (al 30 giugno). Gran parte della crescita (75%) è da attribuire alla raccolta netta e solo il 25% deriva dall’apprezzamento degli asset.

Il primo Etp di questo tipo è stato lanciato in Germania nel 2005 da HVB ed è poi passato ad iShares, con l’acquisizione del ramo di azienda da parte della società del gruppo BlackRock. Ora si chiama iShares DivDax (non è disponibile in Italia). Successivamente sono entrati sul mercato europeo Lyxor e Invesco PowerShares con prodotti basati sugli indici fondamentali. Tra il 2008 e il 2009 sono state introdotte nuove strategie da Amundi, Deka, Source e UBS, ma il boom si è avuto nel 2010-11 con 49 lanci, tra i quali gli strumenti minimum variance (controllo del rischio) ed equal weighting (i titoli nell’indice hanno tutti lo stesso peso). Dal 2012, l’offerta di nuovi prodotti si è stabilizzata a 11-16 per anno, ma la complessità degli indici sottostanti è aumentata e sono proliferate le strategie multifattoriali.

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Caccia ai dividendi

Come accade a livello internazionale, anche in Europa gli strumenti più diffusi sono quelli legati a panieri di titoli ad alto dividendo, che hanno un patrimonio di 16 miliardi di dollari, pari al 61,3% degli asset totali degli strategic beta. Questa percentuale è superiore a quella degli Etp dividend-focused statunitensi (30%). Seguono a distanza le strategie orientate al controllo del rischio.

Il principale emittente in Europa, con una quota di mercato del 45,5%, è iShares, seguito da Spdr e Source, rispettivamente con una percentuale dell’11 e 10%. Il più grande Etp di questo tipo è iShares developed markets property yield, che precede Spdr S&P US Dividend Aristocrats Ucits Etf.

Le strategie

Per strategic beta, gli analisti di Morningstar intendono quella classe di prodotti di investimento che replicano indici che cercano sia di incrementare la performance sia di modificare il livello di rischio relativo rispetto al benchmark standard, rappresentando una via di mezzo nello spettro attivo-passivo. Per classificarli hanno considerato tre fattori: lo stile di investimento; l’obiettivo strategico del benchmark sottostante e quello più specifico di ciascun strumento. La classificazione della strategia e della sotto-strategia includono: 

Strategie orientate al rendimento: strategie che cercano di migliorare la redditività o isolare una fonte specifica di return in relazione al benchmark. Tali strategie comprendono: Value, Growth, Momentum, Quality, Fundamentals, Dividend Screened/Weighted, Earnings Weighted, Revenue Weighted, Expected Returns, Shareholder Yield, e Multi-Factor.

Strategie orientate al rischio: strategie che cercano di aumentare o diminuire il livello di rischio in relazione ad un benchmark. Le strategie includono: Minimum Volatility/Variance, Low/High Beta, Risk Weighted, Risk Parity, Maximum Diversification e Correlation.

Altre: un’ampia varietà di strategie, ad esclusione di quelle return o orientate al rischio. Le strategie includono: Equal Weighted, Non-Traditional Commodity, Non-Traditional Fixed Income e Multi-Assett.

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