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Gli investitori istituzionali alla prova della volatilità


L’attività degli investitori istituzionali affronta nuove e importanti sfide. Il ritorno della volatilità, le nuove normative introdotte dal regolatore e il cammino verso una maggiore sostenibilità sono I prncipali fattori di cambiamento del contesto finanziario. “Per un investitore istituzionale”, afferma Saker Nusseibeh, CEO di Hermes Investment Management relativamente alla prima delle sfide in esame, “è importante diversificare in maniera adeguata il proprio portafoglio e, al contempo, mettere alla prova le tradizionali ipotesi sulle relazioni tra i diversi asset per verificare che siano valide in qualsiasi scenario”. Fine ultimo la protezione del capitale che passa anche attraverso il mantenimento di alti livelli di liquidità in portafoglio per essere pronti a cercare opportunità di acquisto che presentino ritorni reali nel lungo periodo. È, infatti, fondamentale, secondo Nusseibeh, non abdicare alle proprie convinzioni, sia in termini di approccio che di allocazione, per affrontare un contesto certamente probante.

Sfide normative

Tra I fattori di mutamento più forti troviamo certamente l’attività del regolatore, impegnato in un’attività sia sul lato della domanda che dell’offerta di strumenti finanziari. “Le norme su SRD II e IORP II”, sottolinea il CEO di Hermes IM, “invitano gli investitori ad assumere un ruolo più incisivo nell'utilizzare il proprio potere economico per promuovere risultati finanziari e di governance positivi, ma anche sociali e ambientali”. “Hermes IM”, prosegue, “è già all'avanguardia in questo cambiamento, con una storia di innovazione di oltre 30 anni in materia di stewardship, tanto che oggi abbiamo 31 persone nel nostro team dedicato a questi aspetti che collaborano con clienti e con i nostri gestori interni per ottenere risultati che vadano oltre la semplice performance finanziaria, con l’obiettivo di migliorare anche i risultati ambientali, sociali e di governance”.

Spirito sostenibile

“Tutti i nostri prodotti”, fa notare sul punto Nusseibeh, “integrano le metriche ESG e l'engagement nei propri processi d'investimento, in modo adeguato alla loro filosofia e strategia d'investimento complessiva”. “Ciò avviene”, aggiunge, “sulla base di valutazioni rischio/rendimento con i fattori ESG rilevanti e concreti sullo stesso livello dei fattori fondamentali di performance strategica e finanziaria”. Un ruolo particolarmente rilevate è svolto, nell’approccio dell’asset manager britannico, dall’engagement, non solo come modo attivo per mitigare i fattori di rischio o facilitare le opportunità di valore, ma anche come fonte di informazioni per allineare le decisioni di investimento. “Grazie alle informazioni raccolte”, specifica il CEO di Hermes IM, i nostri team di investimento dispongono di informazioni ESG più aggiornate e approfondite rispetto a quanto qualsiasi provider terzo potrà mai offrire”. Un set di dati diretti che contribuisce allo sviluppo dell’offerta dell’asset manager in tema di sostenibilità. “Oltre ai nostri fondi tradizionali, offriamo anche specifici prodotti d'investimento tematici, come il fondo Impact Opportunities e il fondo SDG (Sustainable Development Goals) Engagement fund che considerano l'impatto delle società partecipate sulla società e sull'ambiente, adottando gli SDG delle Nazioni Unite nel processo di selezione e siamo inoltre in grado di implementare fondi che prevedano l’applicazione di specifiche politiche di esclusione, sulla base delle esigenze di un cliente” afferma Nusseibeh.

Il futuro ESG

L'universo degli investimenti sostenibili non rappresenta però un ideale a cui uniformare la gestione, ma è esso stesso in movimento. Al netto degli obiettivi fissati, il cammino per raggiungerli impone, infatti, la capacità di testare e migliorare in modo continuo i processi di allocazione per essere in linea con l'evoluzione del concetto di sostenibilità. "Prevediamo", rivela il CEO di Hermes IM, "che vi sarà meno attenzione ai rating e un maggiore focus sulle informazioni fondamentali in grado di fornire una visione d'insieme utile a prendere decisioni d'investimento migliori". "In parte", specifica, "questo sarà fornito dalle aziende, volontariamente o attraverso la regolamentazione, ma anche attraverso un uso accorto dell'Intelligenza Artificiale. "Anche la stewardship si evolverà, con l'impiego di un maggior numero di professionisti esperti e qualificati, in parallelo con lo sviluppo dei processi e di sistemi basati sulla conoscenza finalizzati ai risultati finali dell’engagement", conclude Nusseibeh.

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