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Giappone, pubblicati i dati del rapporto Tankan


Sono stati pubblicati i dati del rapporto Tankan che hanno confermato il graduale miglioramento delle condizioni di mercato in Giappone. D’altro canto, le grandi aziende hanno registrato un lieve calo di fiducia, l'indice di diffusione è arrivato a +19 dopo i +21 di tre mesi fa. “La lieve flessione è dovuta all'incertezza legata ai dazi doganali di metà settembre, momento in cui è stata effettuata l'indagine”, spiega Jesper Koll, Japan senior adviser di WisdomTree. “Ora che il presidente Trump e il presidente Abe hanno deciso di avviare colloqui commerciali proattivi, riteniamo che questa minaccia sia stata attenuata”.

Le piccole e medie imprese non manifatturiere hanno registrato un graduale e continuo miglioramento con un +10, in crescita rispetto al +8 di tre mesi fa, mentre le piccole e medie imprese manifatturiere sono rimaste stabili al +14. “Riteniamo quindi che la fase rialzista per le small cap giapponesi sia destinata a perdurare e che vi siano elementi che indicano un’accelerazione moderata ma continua delle attività delle imprese giapponesi”:

  • I piani Capex sono stati rivisti al rialzo, dal +7,9 al +8,5%.
  • Le aspettative valutarie rimangono piuttosto caute, con i grandi produttori che prevedono di spendere 107,4 dollari all’anno, contro gli odierni 113.
  • Le pressioni sui prezzi e l'inflazione rimangono completamente assenti; quindi non c'è "pistola fumante" in vista per la BoJ; guardando ai dati dei prezzi in Giappone si potrebbe parlare al massimo di una "pistola ad acqua".

Secondo Marco Vailati, direttore centrale responsabile ricerca e investimenti di Cassa Lombarda, “i dati confermano un leggero rallentamento dell’attività restando però ancora a livelli storicamente discreti”. Anche gli ordini di macchine utensili registrano una moderazione del tasso di crescita in parte per gli ordini domestici, ma prevalentemente per la componente estera appesantita dal crescere delle tensioni protezionistiche che hanno indotto anche una minore crescita della la produzione industriale. Viceversa, l’occupazione è rimasta forte, le vendite sono cresciute e si è registrata la quarta consecutiva accelerazione di tutti gli aggregati del CPI di Tokyo, anche se restano ancora lontani dall’obiettivo della Banca del Giappone.

Le società quotate nella prima sezione (quella dedicata alle società maggiori in termini di dimensioni) della Tokyo Stock Exchange hanno riportato utili solidi per l’esercizio concluso a marzo 2018, e i produttori hanno registrato una crescita dei profitti superiore al 30%. “A fare da traino è stato in via principale il solido fatturato delle società orientate all'esportazione, come le società di apparecchi elettrici, sulla scia della ripresa economica globale”, spiega  Seung Kwaak, gestore di portafoglio di Capital Group. Anche la stabilità relativa del cambio USD/JPY ha deposto a favore degli utili aziendali. 

In Giappone, i rendimenti per gli azionisti stanno in generale migliorando ma rimangono scarsi rispetto agli standard statunitensi ed europei e hanno un ampio margine di crescita. “Riteniamo inoltre che il mercato azionario giapponese rimarrà solido, grazie a utili societari superiori rispetto alle attese e valutazioni dei titoli in aumento”.  

Da considerare è anche il settore del turismo. L’aumento dei turisti in arrivo è da tempo un’area di interesse: la dinamica positiva di crescita non accenna a diminuire e i consumi dei turisti acquistano uno slancio sempre maggiore. “Per un certo periodo, la spesa dei turisti in Giappone dovrebbe aumentare a causa dell’espansione della classe media in Asia, unitamente a due eventi di grande portata che avranno luogo nel Paese: la Coppa del mondo di rugby 2019 e le Olimpiadi di Tokyo 2020", conclude Kwaak. 

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