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Gestori azionari italiani: composizione portafogli e strategie di investimento


Nel corso del 2017 la ripresa economica globale sincronizzata e le politiche monetarie accomodanti hanno di fatto sostenuto il rialzo generalizzato dei principali listini azionari, con l’Europa e gli emergenti che hanno realizzato le migliori performance. Ma quali sono le strategie di investimento utilizzate dai principali asset manager italiani? A rispondere a questa domanda sono stati i gestori azionari delle più importanti realtà italiane, nella prima parte della tavola rotonda organizzata da Funds People.

I portfolio manager, seppur positivi sull’azionario in generale, hanno espresso una netta preferenza nei confronti dell’azionario europeo, emergente e giapponese per una questione di ciclo economico, per motivi di valutazione e per il diverso ciclo degli utili, che in Europa è appena partito. Entrando più nel dettaglio, Euromobiliare AM SGR utilizza un approccio bottom-up, concentrandosi sui singoli titoli con un’active share elevata che si avvicina a circa il 50%. “Siamo esposti sull’area euro e un po’ meno sui mercati internazionali. In questo momento i portafogli hanno un’esposizione massima sull’azionario e nel complesso rimaniamo positivi sul mercato a breve e medio termine”, afferma Massimo Aloi, portfolio manager di Euromobiliare AM SGR.

In UBI Pramerica SGR approcciano il mercato guardando principalmente alle società, utilizzando un approccio fondamentale di tipo bottom-up finalizzato a selezionare società che siano leader di mercato e con una buona generazione di cassa. “Selezioniamo titoli aventi un valore intrinseco superiore a quello di mercato. Utilizziamo un approccio value investing in senso puro, con un focus principale sull’area europea dove le società value sono maggiormente rappresentate nell’indice europeo e, avendo sottoperformato negli ultimi 15 mesi, pensiamo possano essere una scelta di successo per il prossimo futuro”, spiega Andrea Re, gestore azionario di UBI Pramerica SGR. Anche in Ersel AM SGR utilizzano un approccio legato all’analisi delle società, focalizzandosi prevalentemente sui vantaggi competitivi sostenibili su un orizzonte temporale superiore rispetto all’orizzonte specifico di investimento ma comunque tendenzialmente vicino rispetto al ciclo di mercato. “Ci focalizziamo su società che avranno uno sviluppo importante, tendenzialmente leader di settore e che sono le prime a portare avanti questo genere di innovazione. Riteniamo che ci siano diverse società che sono player globali, che hanno vantaggi competitivi che possono essere difesi e che permettono di avere ritorni sul capitale superiori alla media del mercato”, afferma Fabio Fabbi, gestore equity internazionale di Ersel AM SGR. La boutique finanziaria torinese si concentra principalmente sul settore dell’automazione industriale, dell’auto elettrica, dell’auto a guida autonoma attraverso società che sono presenti nella produzione di sensori per la visione assistita e sul settore pharma con società che offrono agli ospedali e ai medici soluzioni innovative nell’ambito di operazioni e attività chirurgiche assistite da microrobot.

A differenza dei precedenti asset manager, Eurizon Capital SGR non utilizza un unico approccio di investimento, ma guarda al mercato azionario sia con un approccio bottom-up, focalizzandosi sulle valutazioni e sull’analisi fondamentale, che con modelli quantitativi e con una gestione più top-down e macro. “L’insieme dei diversi approcci ci permette di costituire diverse strategie di portafoglio. Riteniamo che sia il miglior modo per avere dei portafogli diversificati e in grado di offrire buoni risultati nel lungo periodo”, afferma Claudio Marchetti, responsabile equity di Eurizon Capital SGR. Anche Aletti Gestielle SGR non utilizza un unico approccio di investimento, ma un processo di gestione integrato con analisi top-down e bottom-up. “Abbiamo fondi absolute e total return, quindi all’interno dell’investimento azionario non abbiamo un benchmark di riferimento. Questo processo integrato è fatto cross-asset, utilizziamo una gestione attiva in termini di asset allocation all’interno dei portafogli. Per quanto riguarda l’azionario in generale, il tema più importante è il ciclo di crescita sincronizzato a livello globale, che è stato il fattore differenziante di quest’anno che ci ha portato ad essere positivi sui mercati emergenti e sviluppati”, dice Pierluca Beltramelli, responsabile comparto flessibili e developed markets di Aletti Gestielle SGR.

Le strategie di investimento azionarie di Generali Investments, che fa parte di un gruppo assicurativo, sono finalizzate alle esigenze del Gruppo stesso e sono anche legate alle specifiche esigenze del cliente. “Andiamo alla ricerca di singole opportunità che possano creare valore, senza seguire pedissequamente un approccio quantitativo. L’esigenza di andare alla ricerca di rendimenti ci ha portato ad assumere posizioni sul mercato, anche se molto dinamiche. Per noi i dividendi sono una parte fondamentale della nostra strategia di investimento. Infatti, se dobbiamo scegliere tra società che hanno lo stesso total return però il cui il contributo del dividendo di una è superiore all’altra, andiamo a preferire quella che ci pagherebbe una parte di total retur superiore dal dividendo”, spiega Giuliano Gasparet, head of equity total return di Generali Investments.

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