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Gestire il rischio liquidabilità di un fondo


La liquidibilità di un fondo è semplice da gestire in condizioni di mercato "normale", ma nel momento in cui ci troviamo in condizoni di stress diventa difficile. Per un semplice motivo: è impossibile capire il comportamento degli investitori.

II gestori fanno diversi stress test per capire come può reagire il fondo alle diverse condizioni di mercato. “Normalmente teniamo in considerazione i giorni previsti per liquidare il fondo e, in caso di stress test, gli scenari che vengono utilizzati”, spiega Rossana Brambilla, responsabile Fondi Multiasset di Sella SGR. “Per i fondi obbligazionari, per le Small Cap o attività di diverso tipo poco liquide, richiediamo il tempo necessario per liquidare quote importanti del fondo in oggetto. Il tema sta evolvendo particolarmente con le nuove linee guida ESMA recentemente emanate”.

Secondo Giuseppe Patara, fund selector di Credit Suisse Italia, il rischio di liquidabilità è fortemente dipendente dall’asset class e area di investimento del singolo fondo. Per questo è importante considerare la liquidabilità non in assoluto e con criteri fissi ma relativamente all’universo di investimento. “In ottica di portafoglio, possiamo inserire fondi che abbiamo come sottostanti aree di investimento relativamente meno liquide, nel caso in cui ci sia un rilevante premio per la illiquidità, come nel caso di investimenti in Senior Loans e Catastrophe Bonds. Limitiamo però questi investimenti meno liquidi a livello complessivo di singolo portafoglio in fondi”.

Fondamentale è il dialogo con il gestore spiega Scott Thompson, investment analyst, manager Selection Services di Morningstar. “Parliamo sempre con i gestori per capire come vedono la liquidità sottostante alla loro specifica asset class. Inoltre, disponiamo della nostra analisi di liquidità proprietaria che ci consente di avere un'idea delle scadenze del fondo nello scenario attuale o in quello peggiore. Infine valutiamo con i gestori se il fondo ha delle coperture sulla liquidità, come scoperti di conto corrente o lending".

Per Fabrizio Carbone, responsabile gestioni patrimoniali di Banca di Asti è molto importante conoscere bene il fondo in cui si investe. “Facciamo aggiornamenti periodici del portafoglio con un’attenta due diligence della società e cerchiamo eventuali anomali comportamenti del nav rispetto all’asset class di riferimento. Per gli ETF, facciamo un’analisi giornaliera del bid-ask spread, del book intraday e dello scostamento dall’indice di riferimento. Queste analisi ci consento di intercettare eventuali tensioni o problematiche sugli strumenti”.

Fabio Luigi Caon e Daniele Botta, fund selector di Symphonia SGR fanno delle simulazioni di portafoglio. “Richiediamo simulazioni ai gestori, per capire in quanti giorni riuscirebbero a liquidare i portafogli in condizioni normali di mercato e possibilmente anche in condizioni di stress, sia tramite analisi dirette che vanno a verificare sull’ultimo portafoglio disponibile la liquidità delle singole posizioni sottostanti in rapporto anche alle posizioni detenute dal fondo stesso facendo particolare attenzione quando il fondo ha AUM particolarmente grandi".

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