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George McKay (Allianz GI): "MiFID II cambierà il panorama della distribuzione"


Allianz Global Investors, società specializzata nella gestione attiva e con un’amplia offerta di prodotti,  ci riceve nei suoi uffici di Madrid in occasione della presenza in città di George McKay, co-head dell'entità e da aprile 2018 vicepresidente non esecutivo. Il manager ci racconta le sfide più importanti che l'industria dei fondi in Europa deve affrontare e che necessariamente iniziano con l'entrata in vigore il prossimo genanio 2018 di MiFID II. " La direttiva cambierà il panorama della distribuzione, rendendolo più complicato in alcune aree ". La direttiva è pertanto un'ulteriore pressione sul quadro normativo che riguarda tutta Europa. "Siamo un'entità internazionale e dobbiamo vigilare che qualunque cambiamento avvenga in Europa non interferisca con la nostra competitività globale", afferma McKay. "MiFID è ormai una realtà e, dal punto di vista del mercato europeo, tutto quello che dobbiamo fare è assicurarci che ci sia sempre un ambiente competitivo. Il nuovo contesto sarà vantaggioso per il cliente, ma permetterà anche all'industria di crescere. Bisogna lavorare per fare in modo che il cliente vada oltre i depositi che attualmente forniscono rendimenti molto bassi. Il cliente ha bisogno di prodotti d'investimento che offrano soluzioni per il suo futuro", continua McKay.

Un'altra delle principali sfide del settore è il movimento dell'industria tradizionale dalla gestione attiva al mercato passivo. "Crediamo nella gestione attiva come l'unico modo per aggiungere valore nel complicato scenario economico nel quale ci troviamo, dove fattori come rischi geopolitici o tecnologia disruptiva generano un ambiente volatile. C’è bisogno di investitori professionali per vedere quali sono  le tendenze del mercato e coglierne i cambiamenti al loro interno, per gestire la volatilità e ottimizzare il rendimento della gestione". Questo ci porta alla domanda del perché i clienti sono disposti a pagare. "Non si può pretendere che gli investitori paghino per il beta, ma sì che lo facciano per l’outperformance, per l'alfa", spiega. "Questo è un modello attraente per quei clienti che vogliono valore per il loro denaro, ed è lì dove tende ad andare il mercato: a fornire valore al cliente. Attualmente ci sono diverse strutture di costo basate sui risultati negli Stati Uniti e nel Regno Unito, ma l'idea è quella che si estendano a livello mondiale".

Consolidamento dell'industria

Stressato da un ambiente di rendimenti ai minimi e cambiamenti normativi, il mercato del risparmio gestito si trova in una tendenza di consolidamento che, secondo McKay, continuerà. Ci sono diversi argomenti che lo confutano. Da una parte, la struttura dei costi fissi delle società di gestione (costi di distribuzione e regolazione) che richiedono un certo volume di attività per essere sostenuti. Dall'altro, la necessità di spostarsi da asset tradizionali  verso aree più alternative. "I movimenti corporativi ci aiutano a crescere in queste aree". A questo proposito, McKay dice che la sua strategia è quella di crescere in maniera organica, ma con un ‘plus’, "se vediamo opportunità di acquisire selettivamente società specializzate in alcuni tipi di attività per offrire ai nostri clienti un'offerta più sofisticata e alternativa al mondo della gestione tradizionale. Stiamo cercando strategie alternative di multiasset, smart beta, ecc. Nel mercato azionario, siamo interessati a settori come l'intelligenza artificiale ".

Lo scopo è, secondo McKay, di essere vicino al cliente offrendogli un investimento di cui sei un esperto. Tuttavia, si deve "fare attenzione alla scala del consolidamento dell'industria, si deve mantenere un livello adeguato di competitività". Gli investitori hanno bisogno di tenere la possibilità di scegliere".

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Pubblicato nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea del 26 ottobre 2017 il Regolamento delegato (UE) 2017/1943 della Commissione, del 14 luglio 2016, che integra la direttiva 2014/65/UE (MiFID II) del Parlamento europeo e del Consiglio per quanto riguarda le norme tecniche di regolamentazione sulle informazioni e i requisiti per l’autorizzazione delle imprese di investimento.

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