Gatch (J.P. Morgan AM): “Fedeli a noi stessi per continuare a crescere”


Ritorno della volatilità, inversione della curva dei rendimenti negli Stati Uniti, mercato obbligazionario con una significativa porzione di asset con rendimenti negativi, guerra commerciale e effetti negativi sulla crescita globale. “Negli ultimi anni le condizioni di investimento sono cambiate drasticamente staccandosi dal consensus e dalle attese degli investitori. Noi restiamo fedeli al nostro approccio fondato su una visione di lungo periodo orientata alla crescita. Essere resilienti, comprendere le side dell’attuale contesto e puntare sul nostro talento per rispondere alle esigenze degli investitori è il modo in cui intendiamo cogliere le opportunità di un settore che presenta ancora significativi margini di crescita”.

George Gatch, chief executive officer di J.P. Morgan Asset Management, incontra la stampa internazionale e fa il punto sul momento dell’industria e sui driver individuati dall’asset manager statunitense per continuare nel processo di crescita.

Un settore ancora in espansione

La prima evidenza sottolineata da Gatch riguarda la previsione di crescita delle masse in gestione a livello globale realizzata da PwC nello studio Asset Management Revolution. Secondo quanto previsto dagli analisti gli AUM aumenteranno a livello globale del 6% nei prossimi cinque anni, raggiungendo la doppia cifra nei mercati emergenti.

Crescita AM

Inevitabile assumere un approccio globale, considerando inoltre una delle principali sfide individuate dal CEO di J.P. Morgan AM. Il legame tra invecchiamento della popolazione e crescenti esigenze finanziarie, in primis in termini di pianificazione, è già realtà nel mondo sviluppato ma assumerà nei prossimi 30 anni una portata mondiale.

Retirement

Restituire valore

Riduzione delle fees, combinazione degli stili di allocazione, semplificazione dell’offerta e investimento in tecnologia sono le principali direttrici di sviluppo individuate da Gatch per trasformare le sfide dell’industria in opportunità di consolidamento e rafforzamento. Evolve dunque la modalità di creazione di portafoglio che deve necessariamente prendere le mosse dalle esigenze dell’investitore e combinare tutte le modalità di allocazione, con particolare attenzione alla complementarità di attivo e passivo, per arrivare ad un set di prodotti a cui associare un alto livello di servizio, potenziato dallo sviluppo della tecnologia.

La situazione europea

L’ottica globale si combina necessariamente con le peculiarità delle singole aree geografiche. È Patrick Thomson, chief executive office EMEA di J.P. Morgan Asset Management, a fornire un quadro della domanda e offerta nell’asset management del Vecchio Continente. “Siamo pronti per la Brexit, qualsiasi cosa succeda nelle prossime settimane”. Questa la prima rassicurazione che arriva da Thomson, che sottolinea storicità e portata dell’entità lussemburghese di J.P. Morgan AM. Guardando agli investitori europei e alle potenzialità inespresse, il chief executive officer EMEA della società sottolinea la persistenza di un forte home bias che limita il grado di diversificazione medio nel Vecchio Continente e la quota ancora molto ampia di asset finanziari detenuti in liquidità. “Due problematiche che siamo chiamati a risolvere e che possono potenzialmente liberare valore tanto per l’industria quanto per gli investitori”, conclude.

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