Fund selector, come sono posizionati oggi


Dopo il poderoso rimbalzo messo a segno dai mercati finanziari dalla fine di marzo, l’istinto primordiale suggerirebbe di uscire dal mercato e mettersi liquidi in attesa di acquistare a prezzi più bassi. “Purtroppo, come l’anno in corso ci ha egregiamente insegnato, operare sulla base di previsioni a breve termine sull’andamento dei mercati finanziari ci mette in condizioni di commettere errori”, spiega Denis Manzi, CFA, CIPM, head of Asset Management di Banca di San Marino. “Tuttavia, vista la marcata dicotomia tra andamento dell’economia reale ed esuberanza dei mercati finanziari, nelle ultime settimane abbiamo iniziato gradualmente a ridurre le esposizioni al rischio, portandole leggermente al di sotto di quanto stabilito in sede di asset allocation strategica. In tal modo continueremo a beneficiare di una eventuale ulteriore gamba rialzista ma soffriremo meno in caso di drawdown di mercato”.  

Marco Galliani, responsabile Servizio Wealth Management di Cassa Centrale Banca pensa che ci siano ancora ottime opportunità sui mercati azionari: “strategicamente rimaniamo positivi sull’equity, ma tatticamente siamo tornati ad un approccio più cauto in considerazione del forte recupero registrato dai mercati a dispetto di un quadro economico ancora in fase di assestamento; opportunisticamente i realizzi si sono concentrati sui titoli growth”, spiega. “Sull’obbligazionario sovrappesiamo i governativi periferici e le obbligazioni societarie di buona qualità, mentre abbiamo ridotto tatticamente l’esposizione su bond high yield e mercati emergenti in ottica di presa di profitto. In termini valutari aspetteremo una fase più stabile del cambio euro/dollaro per valutare un incremento dell’esposizione sulla valuta americana nei portafogli”.

Le gestioni patrimoniali di Banca di Asti, in linea con i mesi precedenti e coerentemente con il suo approccio di gestione prudente, rimangono sottopesate di equity rispetto ai benchmark delle linee gestendo attivamente l’esposizione ai mercati azionari. “A livello settoriale abbiamo preferenza per quei gestori internazionali che, mediante i loro modelli di stock picking, compongono un portafoglio concentrato sui cosiddetti nuovi settori growth. Il sottopeso è ampiamente compensato, a livello di performance, dalla nostra capacità di selezionare gestori che battano sistematicamente il benchmark”, spiega Fabrizio Carbone, responsabile gestioni patrimoniali di Banca di Asti. “La componente obbligazionaria dei portafogli presenta una duration neutrale rispetto ai benchmark di riferimento. Privilegiamo una diversificazione verso asset più rischiosi, ma di qualità all’interno del mondo a spread. L’esposizione valutaria non presenta attualmente particolari scommesse; viene calibrata per sfruttare l’effetto di decorrelazione/protezione di alcune valute in determinate fasi di mercato”.

Dal punto di vista geografico, Cassa di Risparmio di Cento mantiene in sottopeso l’azionario Euro/Europa (ancorché ridotto rispetto ai mesi precedenti), a favore di un maggior peso relativo delle esposizioni Internazionali/USA, oltre che di quelle su Asia-Pacifico ed Emergenti; a livello di stili/fattori, mantiene al momento le quote allocate su Minimum Volatility e Quality, nonché, sui profili più aggressivi, quelle su Momentum ed ESG di respiro internazionale. 

A livello obbligazionario, rimane sottopesata di titoli governativi di riferimento e mantiene una certa prudenza a livello di esposizione al rischio tasso, privilegiando le esposizioni (dirette ed indirette) sui segmenti a spread, in particolare sui Corporate Investment Grade (anche di tipo Short Term) che beneficiano delle misure di supporto senza precedenti adottate dalle principali Banche centrali. “Negli ultimi mesi abbiamo anche re-incrementato l’esposizione su High Yield ed Emerging Bond, anche mediante il ricorso a strumenti con minore direzionalità. Un’altra esposizione, tradizionalmente presente nei nostri portafogli, è quella rappresentata dai bond convertibili, in ragione delle loro spiccate caratteristiche di convessità”, precisa Mirco Bongiovanni, ​responsabile Unità Gestioni Patrimoniali di Cassa di Risparmio di Cento.

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