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Francesco Lomartire: Gli ETF spuntano sul mercato europeo posizioni consolidate e miglior conoscenza del prodotto


L’anno in corso rappresenterà un anno di svolta per l’industria europea degli etf: forte dei numeri messi a segno anno dopo anno  quest’ultima si avvia a fronteggiare una serie di cambiamenti che ne segneranno l’evoluzione. 

Molto spesso per analizzare i numeri dell’industria si è fatto riferimento a ciò che avveniva dall’altro lato dell’oceano mettendo in luce le macro differenze. Tra esse spiccano la maggiore frammentazione europea delle piazze di negoziazione degli etf e la differenza nei modelli distributivi che negli USA, attraverso le figure dei personal financial planners, privilegiano l’utilizzo di strumenti a basso costo. 

Il 2014 rappresenterà probabilmente l’occasione per accorciare le distanze tra i due emisferi. L’Europa si appresta ad affrontare una serie di sfide volte ad assecondare lo sviluppo di strumenti ampiamente utilizzati e visti in crescita nei portafogli e a creare delle condizioni favorevoli per l’evoluzione di questo segmento. 

Gli emittenti pertanto dovranno sempre più attrezzarsi per individuare classi di attività e vie di accesso percorribili per consentire un utilizzo più strategico e più stabile degli etf da affiancare a quello più opportunistico e tattico prevalso finora. Tale cambiamento, che dovrà basarsi sull’innovazione di prodotto in primis, dovrà essere accompagnato da uno sforzo di formazione sia degli investitori sia dei consulenti che dovranno supportare le scelte di questi ultimi. 

È importante dal lato dell’offerta che lo sviluppo prodotti sia accompagnato dalla fornitura di strumenti di supporto analitico che possano affiancare gli investitori nell’atto della selezione dello strumento e della pianificazione dei propri investimenti. 

Anche dal punto fiscale ben venga la semplificazione della tassazione attuale degli etf, ma il passo successivo dovrebbe essere quello di introdurre a livello regolamentare forme di risparmio a lungo termine che privilegino l’utilizzo di strumenti come ingredienti per un‘asset allocation diversificata. 

Sul fronte della liquidità, dove le differenze con gli USA sono più marcate, vanno menzionate alcune iniziative europee in corso: tra queste la creazione di mercati regolamentati paneuropei, lo sviluppo di piattaforme multi dealer tra broker e la centralizzazione delle procedure di regolamento che dovrebbe incrementare il livello di integrazione tra i vari mercati di borsa.