Fondi pensioni negoziali: un mercato con un’enorme potenziale di crescita


La nascita dei fondi negoziali è molto recente e risale al 1997. Negli anni sono cresciuti notevolmente in termini di patrimonio gestito e abbiamo assistito a unn aumentato significativamente in termini di diversificazione dell’investimento. Ad oggi, il patrimonio totale dei trenta fondi che aderiscono ad Assofondipensione è di 56 miliardi di euro (un 10% in più rispetto lo scorso anno) con più di tre milioni contribuenti. “Sebbene i numeri siano positivi. C’è ancora molta strada da fare”, spiega Giovanni Maggi, presidente di Assofondipensione. Il mercato dei fondi negoziali sta attraversando due grosse sfide: gli investimenti in economia reale e il rilancio delle adesioni.

Gli investimenti in economia reale

“I fondi pensione negoziali investono ancora poco sui private market. Negli ultimi anni, solo 7 su 30 dei nostri aderenti hanno investito direttamente su fondi chiusi: come Eurofer, Byblos, Solidarietà Veneto, Laborfonds, Priamo..etc”, spiega il presidente. “Alcuni, stanno cominciando ad aprirsi investimenti in economia reale attraverso mandati di gestione (come il Fondo Telemaco o Fondo Poste)”.

L’obiettivo è duplice: sostenere l’economia del Paese e aumentare la diversificazione e la decorrelazione di portafoglio. L’Associazione ha portato avanti l’iniziativa con Cassa Depositi e Prestiti (CDP) per sviluppare una piattaforma che investe in private markets (private equity, private debt, e infrastrutture). “Consiste in un progetto domestico di tre fondi di fondi che a loro volta investiranno nel Paese”, spiega Maggi. “L’obiettivo è di raccogliere 500 milioni nel corso del 2020 con l’investimento congiunto di tutti i fondi negoziali e CDP, che investirà il 50% del totale. Inoltre, l’iniziativa promuoverà l’investimento secondo i criteri di sviluppo sostenibile”. 

Il rilancio delle adesioni

“Sebbene negli ultimi anni i fondi negoziali abbiano registrato una buona crescita, il mercato potenziale è stimato di dodici milioni di aderenti contro i tre attuali, quindi il tasso di adesione è sotto il 30%”. È necessario quindi lavorare con il governo e i ministeri competenti (MEF e Ministero del Lavoro) per favorire il dialogo sul tema. Questo attraverso una campagna di sensibilizzazione sull’importanza del secondo pilastro. “Il primo attore coinvolto nelle criticità legate alle pensioni sarà la politica, la quale sarà chiamata a rispondere per evitare eventuali problematiche sociali in futuro”.

L’Associazione si sta muovendo in tal senso attraverso un progetto promosso da Covip, in collaborazione con l’Università Bocconi e Edufin per raccogliere adesioni tra le aziende italiane. “Penso che ci stiamo muovendo nella giusta direzione per migliorare l’offerta di un mercato con un enorme potenziale di crescita”, conclude il presidente Maggi.

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