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Fondi passivi: la nuova frontiera dell’efficienza nell’era MiFID II


Il trend di crescita di questi strumenti sembra innarestabile, ma cosa ne pensano i fund selector?

La straordinaria liquidità immessa dalle Banche centrali negli ultimi 10 anni ha sicuramente accentuato questa crescita, creando un mercato favorevole al passivo e una mentalità per la quale i fondamentali economici hanno meno importanza. Questo scenario di ampia liquidità però non può durare ancora a lungo.

“Guardando in prospettiva quindi, ci aspettiamo un ritorno verso la gestione attiva”, commenta Giuseppe Patara, fund selector di Credit-Suisse (Italia). “Per investimenti di lungo periodo preferiamo questo genere di gestione che deteniamo di solito in ottica buy and hold. Se invece cerchiamo posizioni temporanee o di market timing preferiamo strumenti passivi. Guardo con cautela agli ETF sulle obbligazioni corporate, perché alcuni etf americani hanno ormai dimensione enormi e la liquidità dell’ETF scambiato non è la stessa dei titoli sottostanti, che spesso sono molto meno liquidi”. Credit Suisse (Italia) parte sempre da un’idea d’investimento, poi sulla base di questa cerca il modo migliore per implementarla.

Anche Pramerica SGR preferisce fare uso per la parte core di portafoglio di fondi attivi. “La nostra preferenza si indirizza a favore di fondi attivi e solo a pochi ETF e passivi, quando rappresentano una buona alternativa sulla base di valutazioni principalmente sulle metriche, performance, rischio e costo”, spiega Teodor Naoumov, responsabile quantitative di Pramerica SGR. “Gli ETF e i fondi passivi rappresentano un’interessante scelta di strumenti di investimento per esprimere view strategiche e tattiche di asset allocation. Pur essendo strumenti passivi, attraverso un’attenta gestione attiva e professionale, possono sovraperformare il mercato di riferimento”. 

Attenzione alla struttura commissionale

“Tra i vari elementi che analizziamo è molto importante la struttura commissionale dei fondi, che inevitabilmente nel medio / lungo periodo incide negativamente sulla performance. Valutiamo i vincoli del fondo e l’universo investibile. Guardiamo i singoli portafogli, per valutare la liquidità della strategia”, Fabio Mori, fund selector di Eurizon Capital SGR. “Facciamo uso di strumenti passivi sia come parte core di portafoglio, sia in funzione tattica”.

C’è anche chi non fa uso di prodotti passivi come Frame AM. “Preferiamo fare uso di strumenti attivi”, spiega Michele de Michelis, Fund Selector di Frame AM. Qusto non significa che non vengono valutati in modo molto attento i costi di prodotto. “Eliminiamo i fondi in cui il TER incide in maniera troppo pesante e preferiamo fondi Ucits. Facciamo una due diligence molto attenta”. 

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