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Fondi monetari, gli investitori istituzionali vi ricorreranno sempre di più


Un recente sondaggio commissionato da State Street a PollRight e condotto su campione di 82 investitori istituzionali e alternative operanti in settori come hedge fund, real estate e private equity, ha rilevato che i fondi monetari potrebbero sperimentare un notevole incremento nei prossimi mesi. Quasi tre quarti degli intervistati (74%), infatti, ha in programma di aumentare il proprio utilizzo dei money market funds, oltre ai depositi bancari, come conseguenza diretta della nuova regolamentazione, tanto che Basilea III porterà all’eliminazione dei depositi non performanti dai bilanci di molte banche.

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Il principale driver di questo trend è la convinzione espressa dal 43% degli investitori istituzionali che quest’anno i tassi dei depositi bancari a termine diminuiranno ulteriormente, rendendo più interessanti le soluzioni alternative per detenere cash – come ad esempio i fondi monetari, che hanno il potenziale di offrire maggiori rendimenti. Il 43% degli investitori istituzionali intervistati si aspetta, inoltre, un maggior focus sulla segmentazione cash da parte degli investitori, da qui al 2021.

Riforma dei fondi monetari dell’UE

Oltre a Basilea III, nuove norme come la European Union MMF Reform che entrerà in vigore il 21 luglio 2018 per i nuovi fondi e il 21 gennaio 2019 per la conversione di quelli già esistenti, definiscono i nuovi standard per la liquidità e la qualità del credito. Secondo la ricerca, il 45% degli intervistati stima che gli investitori attueranno una revisione approfondita del proprio utilizzo dei fondi monetari, come conseguenza diretta della riforma stessa.

Inoltre, più della metà di coloro che hanno preso parte alla ricerca (54%) afferma che la nuova regolamentazione indurrà un numero crescente di asset owner europei a modificare le proprie policy di investimento per poter investire nei fondi monetari con NAV variabili.

“Le nuove norme europee per i fondi monetari apportano maggiore trasparenza per il settore e la nostra ricerca considera questo fattore come un’occasione per i cash manager di rivedere il modo in cui utilizzano quest’asset class nei loro portafogli di investimento”, ha commentato Peter McHugh, responsabile di Fund Connect, EMEA e APAC di ‎State Street.

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