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Fintech, arriva il piano d'azione della Commissione europea


La Commissione europea è recentemente intervenuta sulla questione fintech presentando un piano d’azione per rendere più competitivo e innovativo il mercato finanziario. L’iniziativa si aggiunge ai numerosi sforzi che l’istituzione mette in atto da tempo per la creazione di un’unione dei mercati dei capitali ed è il risultato di una consultazione svolta dalla Commissione nel marzo del 2017 sull'impatto delle nuove tecnologie sui servizi finanziari.

L’obiettivo del piano, si legge in un comunicato, è di “consentire al settore finanziario di sfruttare il rapido sviluppo delle nuove tecnologie (come la blockchain, l'intelligenza artificiale e i servizi di cloud) e al tempo stesso rendere i mercati più sicuri e di più facile accesso per i nuovi operatori”, con conseguenti benefici per i consumatori, gli investitori, le banche e i nuovi operatori. 

Il piano d'azione fintech

Il piano prevede 23 iniziative per consentire ai modelli di business innovativi di espandersi, promuovere la diffusione delle nuove tecnologie e rafforzare la cybersicurezza e l'integrità del sistema finanziario. Tra queste figurano:

  • un laboratorio UE sulle tecnologie finanziarie, grazie al quale le autorità europee e nazionali potranno collaborare con i fornitori di tecnologia in modo neutrale e in uno spazio non commerciale;
  • un Osservatorio e forum dell'UE sulla blockchain che riferirà in merito alle sfide e alle opportunità delle cryptovalute nel corso del 2018 e che sta già lavorando a una strategia globale sulla tecnologia di registro distribuito (una banca dati condivisa attraverso la rete) e sulla blockchain;
  • consultazioni su come promuovere la digitalizzazione delle informazioni pubblicate dalle società quotate in Europa, anche attraverso il ricorso a tecnologie innovative per realizzare l'interconnessione delle banche dati nazionali, che permetterà agli investitori di accedere più facilmente a informazioni fondamentali per prendere decisioni consapevoli sui propri investimenti;
  • seminari per migliorare lo scambio di informazioni sulla cybersicurezza;
  • un programma con migliori prassi sugli spazi di sperimentazione normativa, sulla base degli orientamenti forniti dalle autorità europee di vigilanza.

Il piano affronta anche la questione del crowdfunding, attualmente poco sviluppato nell’UE rispetto alle altre economie mondiali per via delle difficoltà che molte piattaforme attraverso cui le startup e le piccole aziende chiedono sostegno sotto forma di prestito o capitale trovano per espandersi in altri Paesi dell’Unione. La proposta presentata dalla Commissione permetterà a queste piattaforme di offrire più facilmente i propri servizi in tutta l'UE e migliorerà l'accesso a questa forma di finanziamento innovativa per le imprese.

Una volta adottato dal Parlamento europeo e dal Consiglio, il regolamento proposto permetterà alle piattaforme di presentare domanda per ottenere un marchio UE sulla base di un unico insieme di norme e di offrire i loro servizi in tutta l'Unione. Gli investitori sulle piattaforme di crowdfunding saranno protetti da norme chiare in materia di informativa, di governance e di gestione del rischio e da un approccio coerente alla vigilanza.

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