Fideuram punta sempre più sul digital


Tratto dalla rivista numero 26 Funds People - sezione Distributore.

Di questi tempi, una relazione di fiducia reciproca tra consulente e cliente risulta essere ancor di più un punto essenziale per operare con successo nell’industria del risparmio gestito post MiFID II. Lo sanno bene da Fideuram, come spiega Raffaele Levi, responsabile modello di business di Fideuram Intesa Sanpaolo Private Banking, facendo riferimento ad Alfabeto, la piattaforma della società che mette al centro del business la relazione tra consulente e cliente.

“Alfabeto è un plus per accrescere la customer experience. In questo mondo iperconnesso, grazie ad Alfabeto, abbiamo preferito mettere la tecnologia al servizio della relazione personale. Questa nuova piattaforma non è un sito di home banking, bensì la porta d’accesso del cliente al suo patrimonio investito in Fideuram, con la possibilità di comunicare in modo smart con il suo consulente finanziario. 

La relazione fiduciaria tra cliente e private banker è un fattore essenziale nell’ambito della consulenza finanziaria. Con Alfabeto diventa più flessibile, rapida e facilmente accessibile. Grazie ad Alfabeto, il nostro cliente - prosegue Levi -  ha accesso a tutte le funzionalità che permettono di tenere sotto controllo i propri investimenti, ma anche di trovare i documenti aggiornati in tempo reale e utilizzare il servizio di firma elettronica. Il tutto non nel sito della banca ma nello spazio del consulente, attraverso un’app dedicata”.

Valore aggiunto

Alfabeto è stata lanciata due anni fa, e vanta 3.000 profili pubblici per circa 100.000 clienti abilitati. Qual è il target di clientela? “Tutti coloro che trovano un’utilità e una semplificazione nel mondo digitale. I clienti della piattaforma Alfabeto rappresentano circa il 20% della nostra clientela in Italia, un numero che comincia ad essere una base molto ampia. Cinquant’anni fa Fideuram fu la prima società a lanciare la consulenza finanziaria in Italia e oggi, con Alfabeto, intendiamo essere i primi ad aggiornarne le logiche nell’era del digitale”, afferma il manager. 

Relazione consulente-investitore

“I clienti vivono un contesto sempre più complesso in cui sono bombardati da informazioni che non sempre hanno gli strumenti o le competenze per gestire. I nostri consulenti finanziari sono chiamati ad accompagnarli garantendo in modo continuativo assistenza, trasparenza e aggiornamento professionale”. Secondo Levi, l’introduzione della normativa MiFID II sta inducendo sempre più il mercato a una certa selezione degli operatori in base alla loro effettiva capacità di trasmettere al cliente il valore del servizio erogato.

“Negli anni i nostri consulenti hanno acquisito la fiducia dei clienti stando loro vicini nel corso dei momenti più importanti della vita, supportandoli nelle decisioni d’investimento. Per i professionisti migliori, un contesto più selettivo e competitivo rappresenta un’opportunità, perché non temono confronti con altri operatori per quanto riguarda professionalità, fiducia e trasparenza”, conclude l’esperto.

Professionisti
Società

Notizie correlate

Art advisory, un settore in forte espansione

Sebbene sia ancora presto per considerare l’arte come un mero investimento di carattere finanziario, questo mercato sta crescendo in maniera importante. A dimostrarlo sono anche i numerosi corsi di formazione ad hoc. Ce lo spiega Pietro Ripa, private banker di Fideuram. Tratto dalla rivista numero 29 Funds People - sezione Private Banker.