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Faccia a faccia: le visioni contrastanti di due asset manager sul settore tecnologico


Nelle ultime settimane, le aziende tecnologiche e quelle legate alla tecnologia hanno guidato gli alti e i bassi di mercato. La volatilità continua ad essere più pronunciata nel settore tecnologico rispetto al mercato in generale. Società note come FAANG (Facebook, Amazon, Apple, Netflix e Google, proprietario di Alphabet) sono state particolarmente colpite a causa del lungo periodo rialzista che hanno attraversato. Ma tali aziende stanno perdendo forza o saranno in grado di mantenere la loro posizione in futuro? Abbiamo confrontato l'opinione di due asset manager che la pensano in modo diametralmente opposto.

Per Luca Paolini, chief strategist di Pictet AM, l'aumento delle azioni tecnologiche è finito. "Insieme agli industriali e al consumo discrezionale, le azioni tecnologiche hanno raggiunto il picco durante i massimi dal 1999 dell’estate scorsa. Questa sopravvalutazione è stata corretta in parte, ma potrebbero continuare a comportarsi in modo peggiore in un contesto di minor crescita economica", afferma l'esperto. Dall'asset manager indicano inoltre che Alphabet e Facebook, pur presentando risultati migliori di quanto previsto nel terzo trimestre, sono stati influenzati dalle negative notizie riguardanti la fuga di dati e i timori delle imposte digitali in un momento di preoccupazione per gli investitori visti i massimi toccati dai loro utili.

Chris BuchbinderMark Casey Don O'Neal, gestori azionari di Capital Group, riconoscono che potrebbe esserci una dispersione di risultati tra i FAANG, date le differenze di valutazione e di posizione nel ciclo degli utili, sebbene "i fondamentali di molti di questi titoli sono ancora solidi. Anche se potremmo assistere a un periodo di debolezza e volatilità, ancor di più dopo che alcune società tecnologiche, come Facebook e Amazon, hanno espresso cautela nelle loro ultime previsioni sugli utili, i benefici registrati dalle aziende del settore sono più in linea con il prezzo delle loro azioni durante la crisi dei primi anni 2000".

Ad esempio, i budget di tesoreria di Apple, Microsoft e Alphabet sono tra i più alti rispetto a quelli di società non finanziarie statunitensi. "Oltre alla liquidità nei loro bilanci, altri fattori che questo tipo di aziende hanno a favore sono che le molteplici aziende periferiche presentano un grande potenziale di crescita, come YouTube e Android nel caso di Google, o Instagram e WhatsApp nel caso di Facebook; tali società sono guidate infatti da un forte direttore generale, fondatore e tuttora responsabile dell’azienda; mostrano una crescita organica di profitti superiore alla media e hanno la capacità di attrarre i migliori professionisti del settore", concludono da Capital Group.

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