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L'evoluzione delle gestioni patrimoniali negli ultimi dieci anni


Le gestioni patrimoniali negli ultimi dieci anni si sono evolute in concomitanza con i prodotti del risparmio gestito. Già a metà degli anni 2000 si avvertiva la necessità, in parallelo all’evoluzione dell’industria, di offrire linee flessibili, dove al gestore patrimoniale è consentito di aumentare o ridurre l’esposizione azionaria e obbligazionaria del portafoglio a seconda delle condizioni e del ciclo di mercato.

Sul finire degli anni 2000, poi, nelle gestioni patrimoniali rivolte alla clientela Private è stato introdotto il concetto di “mattoncino” (le cosiddette “multi-linea”), che nel nostro caso sono state declinate come gestioni di portafoglio “multi-asset class”, al fine di innalzare il livello di personalizzazione dei portafogli. “In questa tipologia di linee cerchiamo di inserire fondi con tracking error più bassi rispetto agli indici di riferimento, pur rimanendo sempre fedeli ad una gestione attiva”, spiega Mirco Bongiovanni, responsabile delle gestioni patrimoniali di Cassa di Risparmio di Cento. “In questa soluzione tendiamo a selezionare un blend di prodotti senza focalizzazioni particolari e che rispettino i principi di diversificazione ed il profilo di rischio del cliente”. 

“Negli ultimi anni abbiamo lanciato anche linee in ETF, soluzione d’investimento che ci è piaciuta fin da subito”, commenta Bongiovanni. “Abbiamo inserito anche prodotti smart beta, che permettono di coniugare elementi di gestione attiva su un prodotto di tipo ETF, e quindi con un prezzo competitivo e con facilità e rapidità di negoziazione”. 

Cassa di Risparmio di Cento, inoltre, ha lanciato lo scorso anno delle linee di gestione di tipo “PIC&PAC”, denominate CRC Planning for Life, che permettono all’investitore di aumentare gradualmente l’esposizione azionaria di portafoglio in un arco temporale di 48 mesi. “Il cliente può così sfruttare la logica dei PAC, mitigando l’effetto mercato, aumentando dell’1% la componente azionaria ogni mese fino ad arrivare a circa la metà dell’investimento in equity”, spiega il gestore. “Penso che sia una soluzione adatta al ciclo di mercato maturo in cui troviamo, trasformando quindi i potenziali futuri drawdown in opportunità ed investendo su orizzonti temporali adeguati. La ritengo una buona soluzione d’investimento perché, come spesso accade, l’azionario a differenza dell’obbligazionario offre maggiori opportunità di recupero”.

Attenzione a…

Alternative: Con l’avvicinarsi della fine del ciclo economico stanno aumentando i flussi anche sulle strategie alternative. Già in passato si sono diffusi prodotti total e absolute return e soluzioni d’investimento con obiettivi di volatilità e/o di rendimento. “Gli investitori ripongono molta speranza su questi prodotti, ma, sulla base della nostra esperienza, le probabilità che possano deludere le aspettative non sono trascurabili”, spiega Bongiovanni. 

Illiquidi“Siamo poco attratti dalle soluzioni illiquide, proprio per le difficoltà legate allo smobilizzo dell’investimento, soprattutto nelle fasi di maggiore avversione al rischio”. 

Tematici“Ritengo che gli investimenti tematici siano un prodotto più adatto ad un pubblico retail. Sono senza dubbio un elemento di diversificazione di portafoglio e che permettono di anticipare trend di lungo periodo, ma questo, è bene ricordarlo, significa anche assumere un rischio implicito, in quanto la tendenza potrebbe rivelarsi sbagliata o comunque sottoperformante rispetto all’andamento generale dei mercati”, conclude Bongiovanni.

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