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Eurozona, Usa e UK: situazione economica a confronto


Da una parte c’è la stagione delle trimestrali, nel suo pieno svolgimento. La settimana è importante soprattutto per i colossi del settore tecnologico, come Alphabet, Facebook, Amazon, Microsoft e Intel. Ma è anche la settimana delle banche. Ieri è stato il turno di UBS, oggi di Santander, mercoledì di Credit Suisse e giovedì di Barclays e Deutsche Bank.
Dall’altra parte c’è l’attesa per gli investitori in merito alle decissioni di Mario Draghi, giovedì prossimo, sui tassi dell’Eurozona. Non molti, in realtà, si aspettano grosse modifiche dalla Banca centrale europea. Almeno non ora. Per Cassa Lombarda le novità potrebbero esserci, ad esempio, al meeting di giugno. Ma intanto proprio dall’istituto finanziario fanno un piccolo riasssunto della situazione economica nei mercati sviluppati.

#Eurozona. Come afferma Marco Vailati, responsabile ricerca e investimenti di Cassa Lombarda, i dati del primo trimestre confermano il rallentamento della crescita ma cone buone indicazioni prospettiche: “Pur rimanendo positiva, la fiducia degli operatori finanziari è crollata per le preoccupazioni di un’escalation delle tensioni politiche e commerciali”, dice l’esperto. “Le immatricolazioni mensili sono calate a un tasso visto solo un mese dal 2013 a oggi. L’edilizia ha rallentato il tasso di crescita. Il dato finale del Cpi ha limato il rialzo evidenziato dall’anticipazione. Il livello ancora contenuto, nonché la minima sorpresa negativa rispetto all’anticipazione, unitamente al rallentamento degli ultimi dati, facilitano Mario Draghi nel tranquillizzare i falchi, che chiedono una normalizzazione più rapida dell’attuale politica monetaria espansiva. Ha invece ripreso a crescere la fiducia dei consumatori, che è di buon auspicio per i futuri consumi”.

#USA. Gli Stati Uniti vivono una stagione positiva: “Il trimestre di vendite contenute dicembre-febbraio sembra sia stato solo una pausa fisiologica dopo la loro forte crescita nel periodo post uragani autunnali”, dice Vailati. “L’occupazione, l’aumento dei salari e la riduzione delle tasse, che ha iniziato a essere operativa da questo mese, sono di supporto alla crescita dei consumi. È rimasta elevata la fiducia dei costruttori, sostenuta dalla buona ripresa di nuove costruzioni e permessi. La conferma del buon andamento del mercato del lavoro si è riflessa anche nel mantenimento a livello elevato delle aspettative economiche dei consumatori e nella fiducia sull’outlook da parte delle aziende”.

#Gran BretagnaLa crescita dei prezzi immobiliare deludente e Cpi alto ma decelerante accentuano i dubbi della Banca d'Inghilterra. “È decelerata ancora la crescita dei prezzi delle case in vendita. È stato il quarto mese consecutivo positivo ma anche l’aprile più debole dal 2008. Minore interesse straniero e minore potere d’acquisto interno continuano a incombere sul mercato, i cui prezzi decelerano ma non calano solo grazie all’offerta limitata. Tuttavia, la limitazione dell’offerta non basta a determinare una crescita dei prezzi in grado di compensare l’inflazione”, dice il manager. “Quest’ultima invece è decelerata, prevalentemente per effetti base coi quali dovrebbe ritornare per fine anno col tasso tendenziale prossimo, anche se ancora superiore all’obiettivo della Bank of England. Questo conferma la mancanza di adeguata forza interna del ciclo sottostante per tenere l’inflazione elevata e quindi la sua natura viziosa, come confermato dai salari cresciuti per ora meno delle attese nonostante l’occupazione elevata. Ciò aumenta i dubbi sulle prossime mosse della Banca”.

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