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Euan Stirling (Aberdeen SI): “Ecco come facciamo bene al portafoglio e al pianeta”


Migliorare le performance del pianeta e quelle del portafoglio allo stesso tempo è possibile. Un fattore importante, però, consiste nel riuscire a mostrare attraverso esempi concreti agli investitori e potenziali tali come questo connubio possa realizzarsi con successo. Ne abbiamo parlato con Euan Stirling, global head of Stewardship and ESG Investment di Aberdeen Standard Investments (ASI), tra i relatori della conferenza “Impact investing: storie di ordinaria sostenibilità. Come e perché asset manager e imprenditori possono fare la differenza”, presentata lo scorso 3 aprile dall’asset manager al Salone del Risparmio.

Esempi virtuosi
“Ritorno economico e beneficio sociale o ambientale possono felicemente coesistere”, esordisce il responsabile. I fattori di investimento ESG sono integrati nei nostri processi di investimento su tutte le classi di attività perché riteniamo che ciò porti a migliori rendimenti corretti per il rischio e a solidi risultati per i clienti”. Un esempio concreto che fa Stirling è legato a una posizione nel fondo Global Equity Impact Fund. Si tratta di Ørsted A/S, società danese per l'energia sostenibile che, spiega l’esperto, “è il sinonimo del cambiamento che vogliamo vedere nel settore dei servizi pubblici e dell'energia. Ørsted ha deciso di disinvestire dalle attività su petrolio e gas e di uscire in tempi rapidi dal carbone (entro il 2023) per perseguire un'agenda completamente rinnovabile”.

Ogni anno, racconta il responsabile, l'azienda si impegna a destinare la maggior parte degli investimenti e del capitale alla produzione e all’accesso a energie rinnovabili, con una transizione delle proprie centrali elettriche verso la bioenergia e l'energia termica, oltre a sviluppare, costruire e gestire parchi eolici offshore. Attualmente è il maggiore detentore di energia eolica offshore in Europa, ben al di sopra dei concorrenti nella sfida verso la transizione a un modello di business basato sulle energie rinnovabili

L’engagement con le aziende

Un elemento imprescindibile nell’approccio attivo alla gestione di ASI è la conoscenza approfondita del ritorno economico e socio-ambientale dei suoi investimenti. “Crediamo che l’attività di engagement con le aziende sia essenziale. In Europa, la maggior parte delle società accoglie con favore un rapporto aperto e onesto con gli azionisti e noi abbiamo una struttura di Corporate Governance da oltre 25 anni. In qualità di investitori attivi di lungo periodo, incontriamo regolarmente il management delle società in cui investiamo, nell'ambito del nostro processo di investimento. Questo ci aiuta a comprendere i rischi e le opportunità che l'azienda affronta e conduce a migliori decisioni di investimento”, spiega Stirling.

A seguito della fusione tra Standard Life Investments e Aberdeen Asset Management, la società vanta ora dimensioni, risorse e competenze per un’attività di engagement con molte più aziende a livello mondiale. “Votiamo in assemblea su base globale e applichiamo gli stessi criteri di governance a tutti i nostri investimenti, con oltre 2.000 società su cui abbiamo un engagement attivo. Questo può voler dire votare per risoluzioni sul clima, mettere alla prova i produttori di carbone termico, mettere in discussione il livello di remunerazione del management o chiedere la sostituzione di un CEO”, commenta il responsabile. 

Principali ostacoli

Per quanto riguarda gli obiettivi concreti per cui ASI ha identificato una maggiore necessità di intervento tra le aziende con cui è in contatto, Stirling cita i livelli retributivi, la diversity nei CdA e il cambiamento climatico. Sul primo fattore, dice, “ci impegniamo attivamente con il presidente del Comitato per la Remunerazione. Una retribuzione eccessiva può essere un indicatore di altri problemi fondamentali dell'azienda, come ad esempio la mancanza di una strategia di ricambio dei vertici”. 

Quest'anno, poi, la società sta esaminando con maggiore attenzione la questione della diversity nei consigli di amministrazione: “Si tratta di un imperativo strategico ed economico. Alcuni possono attribuire questo aspetto alla correttezza, ma noi siamo fermamente convinti che CdA diversificati possano mettere in evidenza i rischi e le opportunità meglio di altri più radicati. La diversità e l'inclusione dovrebbero essere considerate una questione più ampia rispetto al genere”, afferma.

Infine, cita il cambiamento climatico, un problema pressante per il nostro pianeta, con conseguenze e sfide significative. “Tutte le aziende devono rendere più efficiente la propria attività dal punto di vista delle risorse. Come firmatari di Just Transition, riconosciamo anche che il passaggio a un'economia più verde ha una fote dimensione sociale e avrà un impatto sui lavoratori e sulle comunità”, commenta Stirling . “Se possiamo utilizzare il potere dei mercati dei capitali per contribuire a un mondo sostenibile, allora tutti ne trarranno beneficio”, conclude.  

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