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ETF, regolatore e operatori uniti in nome della sostenibilità


L’attività del Technical expert group on sustainable finance (TEG) dell’Unione Europea, gruppo di lavoro istituito dalla Commissione Europea sul tema della sostenibilità in ambito finanziario, aumenta di volume e intensità in vista di cinque obiettivi fondamentali. Le direttrici di sviluppo identificate a livello comunitario riguardano tassonomia, green bond standard, benchmark, trasparenza e profilazione del cliente. “Particolarmente importante per l’industria della gestione passiva”, afferma Marcello Chelli, referente per i Lyxor ETF in Italia, “è l’obiettivo riferito ai benchmark, su cui sono state individuate due nuove tipologie: EU Climate Transition benchmark e Paris-aligned benchmark”. Il primo individua quelle società con obiettivi di riduzione delle carbon emission che siano misurabili, scientifici e temporalmente definiti. Nel secondo sono incluse, invece, le realtà già virtuose ed in linea con gli accordi di Parigi in termini di carbon emission”.

Regolatore e mercato si muovono spesso nella stessa direzione e, secondo Chelli, lo strumento ETF è naturalmente predisposto ad essere utilizzato nel campo dell’investimento in linea con i criteri ambientali, sociali e di governance. “Nel DNA dell’investimento passivo”, sottolinea sul punto il referente per i Lyxor ETF in Italia, “troviamo la piena trasparenza in tempo reale dei componenti e la totale disclosure delle tecniche utilizzate per la loro costruzione”. “Tipicamente”, prosegue, “il lavoro è svolto con un index provider e con un operatore indipendente specializzato nella tematica sostenibile”. Nell’ambito gender equality, ad esempio, Lyxor ETF utilizza il partner esterno Equileap per selezionare le società virtuose in termini di parità di genere e questo primo screening dà la possibilità all’index provider di costruire l’indice. Stessa metodologia è utilizzata per gli altri ambiti tematici ESG. Per quanto riguarda i green bond, è Climate Bonds Initiative ad occuparsi della verifica di effettiva ammissibilità delle emissioni, mentre su energia e acqua la società francese si avvale della collaborazione di Robeco SAM. “Un altro tipo di soluzione”, afferma Chelli, “è fornita da MSCI che, grazie al grande numero di analisti, ha potuto internalizzare la ricerca, fornendo un rating ESG per tutte le società”. “Tale approccio”, aggiunge, “combina una logica best in class con quella dell’esclusione dei settori controversi ed è utilizzata primariamente per la creazione di ETF ESG geografici”.

Una moltiplicazione di approcci e opportunità che riflette l’aumento della richiesta di strumenti sostenibili, in primis, fa notare il referente per i Lyxor ETF in Italia, da parte degli investitori istituzionali per cui alla manifestazione di interesse si combina un’effettiva allocazione di risorse, mentre la clientela retail, secondo Chelli, si mantiene ancora un passo indietro. “Speriamo”, conclude il referente per i Lyxor ETF in Italia, “che le iniziative normative, come l’indicazione di procedere alla profilazione in termini di sostenibilità dei clienti, possano agevolare un ulteriore aumento delle masse in gestione nel comparto”.

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