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ETF multiasset: quale società li propone?


Gli ETF stanno facendo sempre più concorrenza ai fondi gestiti attivamente in molte categorie. Ma non in tutte. Esistono alcune aree di accesso limitato per i fondi quotati. Il caso più evidente è quello dei fondi multiasset, una categoria di prodotti che negli ultimi anni ha costituito un importante catalizzatore per la crescita del settore del risparmio gestito italiano e in cui gli ETF non sembrano riescano a sfondare. Almeno per ora. La maggior parte dei flussi verso questi prodotti continua a confluire verso strategie legate agli indici convenzionali, sia azionari che obbligazionari.

Eppure gli ETF multiasset sono già una realtà, sebbene il loro successo commerciale sia piuttosto scarso. Quello che è riuscito a monopolizzare un maggior patrimonio a livello globale è un ETF di First Trust di diritto americano, il cui volume non raggiunge nemmeno il miliardo. “Non sono prodotti particolarmente popolari. Negli Stati Uniti ce ne sono già alcuni, ma in Europa puoi contarli sulle dita di una mano”, spiegano gli analisti di ETF di Morningstar. Una delle ragioni che spiegano il basso volume patrimoniale sta nel fatto che questi prodotti sono diretti all'investitore puramente retail, essendo gli Stati Uniti il mercato in cui queste strategie hanno trovato un maggiore penetrazione. L'offerta di tali prodotti in Europa in formato UCITS è invece molto ridotta. Solo due entità hanno delle strategie simili: DWS e UBS AM.

Nel caso della società svizzera parliamo dell’UBS ETF MAP Balanced 7 SF UCITS, un prodotto che l'entità classifica come ETF attivo e che è stato registrato per la vendita in diversi Paesi europei, tra cui l’Italia. Il fondo replica una strategia di proprietà di UBS Investment Bank e ha un obiettivo di volatilità del 7%. Sulla base di diverse attribuzioni di rischio, il prodotto investe in quattro tipi di attività (azioni, obbligazioni, materie prime e liquidità), in una proporzione che viene ribilanciata mensilmente. Inoltre i gestori attuano cambiamenti tattici basati sul Dynamic Equity Risk Indicator, un indicatore che misura l'appetito per il rischio che esiste nei mercati momento per momento.

DWS, invece, ha un prodotto che è, a sua volta, uno dei dieci più grandi ETF multiasset al mondo: il db x-trackers Portfolio Total Return UCITS ETF. Parliamo in questo caso di un prodotto con quasi otto anni di storia, sotto la direzione del matematico Andreas Beck, che vanta un’esperienza estesa sia come ricercatore nell’ambito del mercato dei capitali, sia nel settore della consulenza finanziaria, anche grazie al ruolo di consigliere delegato ricoperto nel CdA dell’Institute for Asset Management. Le sue opinioni infatti sono prese in considerazione dai consulenti finanziari indipendenti, che seguono da vicino l’asset allocation effettuata dal gestore. L'esperto, tramite Index Capital GmbH, consiglia la composizione dell'indice che l'ETF replica.

In merito all’asset allocation, l’ETF applica sistematicamente i più recenti progressi nel campo della ricerca sui mercati dei capitali, come i modelli sviluppati dai premi Nobel Eugene Fama e Robert Shiller. Al fine di generare rendimenti superiori a quelli di mercato, il portafoglio si concentra sui premi di rischio specifici delle azioni (small cap, value, dividendo, qualità, emergenti) e obbligazioni (carry in corporate debt, cover ed emergente). Beck cerca di creare un portafoglio ben diversificato e il più efficiente possibile, che si basa sempre su posizioni lunghe partendo dagli ETF di DWS. L'allocazione dinamica degli asset viene effettuata in modo strategico e con una visione a lungo termine, pertanto il posizionamento è generalmente stabile e il turnover è basso.

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