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ETF: le asset class in cui si utilizzano


I gestori fanno sempre maggiore uso di strumenti passivi per efficientare la gestione di portafoglio e ridurre i costi. Ma quali sono le classi di attivo dove vengono utilizzati maggiormente? Vediamole assieme.

Nel caso di Amundi SGR, gli ETF vengono utilizzati su mercati particolarmente efficienti in cui la gestione attiva fatica a proporre risultati positivi con costanza (S&P500 ad esempio).“Inoltre, utilizziamo spesso gli ETF per scelte tattiche, di breve periodo: da questo punto di vista guardiamo ad ogni asset class ed anche a strumenti che ci consentano di prendere posizioni lunghe e corte”, spiega Carlo Viscardi - head of Discretionary Portfolio Mandates di Amundi SGR.

Fabrizio Carbone, responsabile gestioni patrimoniali di Banca di Asti, spiega che dipende dalle idee di asset allocation del momento, dalla strategia o dalle scommesse che vogliono prendere. “Nel nostro caso le posizioni in ETF non sono strategiche di lungo periodo, al contrario dei fondi attivi. Talvolta facciamo anche operazioni relative value utilizzando ETF che forniscono un’esposizione lunga ad un mercato e corta ad un altro per ottimizzare la volatilità di portafoglio”.

Per quanto riguarda Mediobanca SGR, in generale si deve fare una distinzione tra i prodotti multi-asset e i prodotti multimanager (dove si selezionano gestori terzi alla ricerca di aplha). “Bisogna prendere poi in considerazione il tema della dimensione dell’ETF. Per l’asset class corporate gli ETF hanno un ruolo non indifferente, vista la difficoltà di inserire per vari motivi singoli titoli all’interno di un prodotto cross assets”, spiega 

Antonio Ligori, responsabile asset allocation di Mediobanca SGR. “Rimane il fatto che essendo il corporate gestito da un ridotto numero di emittenti si fa un po’ più fatica a ricercare prodotti per questo target. Lato costi, il comparto azionario ha oramai livelli molto ridotti”.

ETF tematici

L’offerta di ETF continua a crescere. Negli ultimi anni sono arrivati anche gli ETF tematici. Sebbene le strategie sul mercato non siano ancora tantissime, la richiesta soprattutto sul lato advisory sta crescendo. D’altro canto in questo momento i fondi tematici a gestione attiva sono numericamente superiori agli ETF e offrono quindi uno spettro di scelta più ampio: “inoltre l’investimento in questi strumenti ha per definizione un’ottica di investimento di medio-lungo periodo”, specifica Viscardi.

“Entrambi questi elementi ad oggi spostano la nostra preferenza verso gli strumenti a gestione attiva, ma senza dubbio questa nicchia d’investimento ha un inequivocabile potenziale di crescita”. Concorda anche Ligori: “noi facciamo più uso di fondi attivi. La gestione attiva in questi casi fa la differenza. Nonostante questa premessa ritengo comunque che nel tempo si svilupperanno anche tali strumenti tematici”. In Banca di Asti, Fabrizio Carbone spiega che si sta valutando di creare una linea specifica che investa sui macro-temi del futuro.

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