ETF fattoriali, su cosa puntare in questo momento?


La maggiore difficoltà per un gestore che investe in ETF smart beta è riuscire a puntare sul fattore adeguato al contesto di mercato con il timing giusto. Tuttavia i quattro professionisti del risparmio gestito italiano che hanno partecipato alla tavola rotonda sul factor investing organizzata da Funds People hanno individuato alcuni fattori di rischio che possono apportare valore ai portafogli in questo periodo di forte volatilità ed incertezza sui mercati.

L’high dividend e il value sono i fattori più gettonati. “Esistono diversi studi che dimostrano che in uno scenario con bassi tassi di interesse il dividendo riesce ad incrementare le performance di un portafoglio meglio di quanto possa fare una cedola obbligazionaria”, dichiara Claudio Campesi, CIO di SCM Sim. “I flussi portano in questa direzione, inoltre il forte appeal commerciale sicuramente aiuta”, aggiunge. Per quanto riguarda il value invece il CIO non crede che questi strumenti possano rappresentare il modo migliore per intercettare questo stile di investimento, dove lo stock picking rimane una priorità”, aggiunge. È contrario anche a tutti i prodotti indicizzati risk-adjusted, in cui il motore di aggiustamento del rischio rimane ancora basilare e rischiano di sporcare la propria asset allocation.

“Gli ETF fattoriali non devono essere usati come strumenti difensivi, ma come alternativa all’esposizione azionaria. Devono essere inseriti dunque con le stesse motivazioni che si hanno per gli investimenti azionari”, afferma Gabriele Montalbetti, fund selector di Consultinvest SGR. “Cerchiamo gestori con un alto active share, che sappiano individuare aziende di qualità, poco indebitate, con buoni fondamentali e che paghino alti dividendi. Sebbene sia difficile da gestire, il fattore low volatility potrebbe inoltre essere interessante per i prossimi mesi, come anche quello value. Tuttavia ci vorrà ancora del tempo prima di abbandonare completamente il growth”, aggiunge.

“Sempre più spesso vengono richiesti dalla clientela prodotti in grado di controllare le oscillazioni di mercato. Il cliente associa la bassa volatilità, al basso rischio e quindi a minori perdite, anche se questo non è sempre corrispondente. Pertanto un prodotto low volatility è più comprensibile in tal senso e in un contesto di forte incertezza può attrarre di più”, spiega Ornella Perseu, fund selector di Banca Patrimoni Sella & C.

Questi strumenti hanno sperimentato due fasi di mercato completamente opposte, un 2018 disastroso e un 2019 che sinora è stato più che soddisfacente, considerando che in nessuno dei due casi le performance sono state trainate dai fondamentali, la domanda che si pone Giovanni Pesce, Amministratore Delegato di Fugen Private Sim è: quando i mercati torneranno ad avere un comportamento lineare gli etf fattoriali saranno davvero in grado di svolgere il loro ruolo di protezione? Data la giovane età di questi strumenti, la loro reale capacità in tal senso è ancora poco chiara e da verificare.

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