ESMA pubblica le indicazioni per condurre stress test sulla liquidità dei fondi


L'Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati (ESMA) ha pubblicato le sue linee guida in merito agli stress test di liquidità dei fondi di investimento, applicabili sia ai fondi di investimento alternativi (FIA) sia agli organismi di investimento collettivo in valori mobiliari (OICVM), e che saranno effettive dal prossimo 30 settembre 2020. 

Il documento, dal titolo "Guidelines on liquidity stress testing in UCITS and AIFs", è diviso in tre sezioni e fornisce approfondite risposte alle principali questioni poste durante il periodo di consultazione pubblica, iniziato lo scorso febbraio e conclusosi ad aprile. Oltre a motivare la pubblicazione di un documento di questo tipo in uno scenario di mercato dove la liquidità dei fondi sta acquistando particolare importanza, ESMA ha analizzato anche i costi che l'implementazioni di tali misure può comportare per asset manager e partecipanti. 

Il fulcro del documento è sicuramente la sezione terza (Guidelines on Liquidity Stress Testing in UCITS and AIFs), recante i criteri che dovranno rispettare i fondi d'investimento in quanto a liquidità dal prossimo 30 settembre, il cui scopo è quello di "aumentare lo standard, la consistenza e, in alcuni casi, la frequenza degli stress test già intrapresi e promuovere la supervisione degli stessi da parte degli organismi di vigilanza", si legge.

Nello specifico, il documento stabilisce che i gestori dovranno specificare i fattori che possono determinare la liquidità dei loro fondi, dimostrare che sono a conoscenza dei rischi di liquidità assunti quando determinati asset vengono inclusi nei portafogli, l'idoneità che l'inclusione degli stessi ha in base alle specificità del fondo e come vengono applicati i risultati degli stress test di liquidità nella gestione del rischio del prodotto. 

Parallelamente, si chiarisce che i fondi sottoposti a stress test di liquidità (con una periodicità minima trimestrale o, addirittura, minore a seconda del tipo di fondo o delle caratteristiche del mercato) dovranno presentare una documentazione recante almeno: la definizione del ruolo dei gestori e degli organi di governo nel processo, la loro interazione con altre procedure di gestione del rischio di liquidità, una revisione periodica della documentazione e dei procedimenti utilizzati per assicurare tale liquidità così come le circostanze che li ha portati a tale scelta e i diversi scenari che potrebbero comportare un cambiamento nella liquidità dei fondi, come la crisi finanziaria del 2008 e quella del debito del 2012, un elenco di fondi a cui applicare gli stress test di liquidità e le procedure di liquidazione degli asset da parte di un fondo. 

Inoltre, nella valutazione della liquidità dei fondi, i gestori dovranno tenere in considerazione il comportamento degli investitori e il possibile impatto dei rimborsi delle loro partecipazioni sulla liquidità del fondo. Un'ulteriore raccomendazione è quella di analizzare la provenienza degli stessi e la concentrazione degli investitori presentata da un fondo, dal momento che può condizionare la liquidità se si producono forti rimborsi in un determinato momento del mercato. 

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