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ESG: strumenti a disposizione per la misurazione dei risultati qualitativi


Nel momento in cui decidiamo di investire seguendo un approccio ESG possiamo utilizzare diverse metodologie, ma l’obiettivo finale deve essere lo stesso: tenere conto della variabile ambientale, sociale e di corporate governance. Ma esiste un modo per misurare i risultati ottenuti? Le performance finanziarie vengono espresse con un dato sintetico, ma quelle extra-finanziarie, oltre ad essere difficili da misurare, non possono essere espresse con un numero. Bisogna dire che, rispetto a un tempo, anche per quanto riguarda la quantificazione dei risultati della componente extra-finanziaria, si sono fatti passi in avanti.

Ciò che contribuisce a completare il quadro di sostenibilità del business di un’impresa sono “le informazioni pubblicate dalle aziende, i dati disponibili su internet, l’analisi del news-flow che consente di identificare le controversie più rilevanti, le valutazioni degli analisti specializzati”, commenta Corrado Gaudenzi, responsabile long term sustainable srategies di Eurizon Capital SGR.

“L’engagement è la conoscenza delle imprese, non sono dei numeri”, spiega Francesca Colombo, responsabile analisi e ricerca di Etica SGR. “È una attività di lungo periodo e che dà risultati a lungo termine. Questa permette di capire se una società crede realmente nella sostenibilità intesa come parte effettiva del business d’impresa oppure no. Le nostre analisi, per esempio, accanto allo score ESG, riportano anche uno score legato all’engagement, oltre a elementi qualitativi che possono identificare eventuali rischi di natura reputazionale”.

Raiffeisen CM valuta i risultati degli ISR sia dal punto di vista qualitativo sia quantitativo. “La misura degli aspetti qualitativi è sempre basata su un’analisi dettagliata e profonda, che si focalizza su temi come i principi fondamentali dell’impresa, ma anche i suoi singoli prodotti e servizi, spiega Wolfgang Pinner, CIO sustainable & responsible investments di Raiffeisen CM. “Gli strumenti a disposizione sono da una parte i dati ufficialmente disponibili e, dall’altra, informazioni che vengono approfondite attraverso un contatto diretto con le aziende. Ci sono anche fonti indirette come cooperazioni con delle ONG”. 

Per la valutazione degli aspetti qualitativi è necessario raccogliere dati ed informazioni da molteplici fonti: dalle aziende stesse, da information provider ESG e in particolare da analisi di ONG. “Una volta raccolto tale set informativo valutiamo come l’azienda analizzata si posiziona sotto uno specifico profilo come, ad esempio, le emissioni di gas serra rispetto al mercato di riferimento: più o meno avanzata, in linea con le best practice”, spiega Isabel Reuss, senior portfolio manager investimenti europei SRI e membro del Conviction Strategy team di AllianzGI. “Sulla base di questa analisi comparativa riusciamo a tradurre tali aspetti di tipo qualitativo in una effettiva misurazione”. 

Bisogna valutare anche l’impatto degli investimenti socialmente responsabili. Sella SGR, prima di perfezionare ogni investimento, utilizza innanzitutto provider di rating ESG che forniscono analisi accurate sia su singole società sia a livello di settore e Paese. “Le informazioni sono reperibili su piattaforme specializzate che permettono eventualmente di eleborare un proprio modello personalizzato di scoring ESG in relazione al peso che la società vuole dare ad ogni variabile qualitativa”, spiega Nicola Trivelli, amministratore delegato dell'Sgr. "Facciamo un’analisi di impatto ex-ante avvalendoci della collaborazione di un advisor, dove si utilizzano secondary opinion emesse da società specializzate ad esempio sui green e social bond. Una seconda analisi è sulle ulteriori informazioni provenienti direttamente dai ‘bilanci sociali’. Infine, un’analisi ex-post: misuriamo l’impatto ambientale e sociale di ogni investimento utilizzando report prodotti dagli emittenti”, conclude l’amministratore delegato.

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