ESG: educare il cliente è compito del consulente


In occasione di Consulentia 2020 a Roma, durante la tavola rotonda “ESG, il ruolo del consulente finanziario, la gestione obbligazionaria ed i certificates in un contesto di tassi negativi: risvolti per il 2020” si è parlato dello sviluppo di questa tipologia investimenti nel mercato retail. 

Gli investimenti socialmente responsabili (ISR) sono una tematica di cui continuiamo a sentir parlare, ma siamo davvero sicuri che il cliente retail sia davvero consapevole del significato della parola? “Il concetto di sostenibilità è insito da sempre nell’uomo, ma solo negli ultimi 20 anni è stato integrato in ambito finanziario”, spiega Federico Gerardini, responsabile direzione di Deutsche Bank Financial Advisors. “L’investimento secondo i criteri ESG riguarda non solo gli aspetti ambientali, ma anche sociali e di governance delle aziende”.

Determinante rimane il tema dell’educazione finanziaria. Il cliente deve essere consapevole dei benefici che possono portare questi prodotti sia in termini di rendimento sia di impatto positivo sull’ambiente. “Il consulente è responsabile di informare il cliente sulle tematiche ESG. Ancora oggi il 60% della clientela italiana non è pienamente consapevole di questa tematica”.

Rischio concentrazione degli investimenti

Una delle maggiori preoccupazioni riguardanti lo sviluppo di questo trend è la concentrazione degli investimenti. “Sicuramente l’utilizzo dei filtri ESG riduce il panorama d’investimento potenziale a disposizione del gestore”, spiega. “Bisogna però sottolineare che le aziende che investono seguendo questi criteri lo fanno con una visione di lungo periodo su aziende che hanno una capacità maggiore di adattarsi ai cambiamenti tecnologici e normativi. Inoltre gli ultimi anni hanno dimostrato che i fondi ESG hanno sovraperformato quelli tradizionali”.

Gestioni patrimoniali

Le evidenze ci mostrano che in Europa l’interesse per gli ISR è maggiore rispetto in USA. “Sono diversi anni che i grossi fondi pensione investono seguendo questi principi”, spiega Gerardini. “Una nuova tendenza è l’aumento d’interesse anche nel pubblico retail”.

Deutsche Bank ha integrato questi principi sin dal 2009 in Germania e dal 2013 in Italia con il lancio della prima gestione patrimoniale. “Inizialmente questo prodotto era indirizzato solo agli investitori istituzionali e private, poi vedendo il notevole interesse anche da parte della clientela retail, abbiamo allargato la distribuzione”, spiega il manager. “La gestione basa la propria selezione sui criteri di best in class, con lo scopo di selezionare gli strumenti che possano offrire la miglior soluzione secondo i principi sociali ed ambientali”.

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