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Elisabetta Rossi (UBI Pramerica SGR): “Cerchiamo società leader di mercato”


Per Elisabetta Rossi, head of Equity di UBI Pramerica SGR, “ciò che rende un investimento interessante è la significativa generazione di cassa, bassi livelli di indebitamento, buona prevedibilità (e bassa erraticità) di utili/flussi di cassa insieme all’elevata qualità del management di una società”. L’approccio seguito per la selezione dei titoli in portafoglio dell’UBI Pramerica Azioni Italia, fondo  Consistente e Blockbuster di Funds People, è di tipo fondamentale/bottom up e consiste pertanto nello studio approfondito delle singole realtà aziendali alla ricerca di società leader di mercato, con bilanci solidi e valutazioni interessanti. “La nostra attività prevede un costante e attento monitoraggio delle posizioni, nonché un’importante disciplina di vendita. Manteniamo portafogli piuttosto concentrati (30/40 titoli) e l’orizzonte temporale dei nostri investimenti è sempre di medio/lungo termine. Il turnover di portafoglio è molto basso, il che contribuisce a tenere bassi i costi di negoziazione”, spiega Rossi.

Il team di gestione del fondo ha un’esperienza pluriennale nella gestione dei portafogli ed ha una notevole specializzazione settoriale estremamente funzionale a supportare
l’approccio di selezione dei titoli.“Siamo fortemente convinti che l’approccio seguito consenta di costruire portafogli con un adeguato profilo di rischio-rendimento, capaci di generare interessanti ritorni nel medio/lungo termine”. Infatti, il fondo da inizio anno segna una performance positiva di oltre il 7% e nel tempo ha ottenuto risultati importanti, spesso a doppia cifra e battendo indice e categoria.  

Elisabetta Rossi  ritiene che il miglior modo per ridurre il rischio di portafoglio non sia necessariamente la diversificazione, ma la conoscenza estremamente approfondita e la piena comprensione delle proprie idee di investimento. “Questo ci consente di assumere una consapevole esposizione a specifici fattori di rischio che pensiamo essere i driver di performance dei singoli titoli. L’articolato e disciplinato processo di selezione seguito ci ha permesso di ottenere consistenti ritorni nel tempo, con un profilo di rischio del portafoglio costantemente sotto controllo”, aggiunge.

Settore finanziario

Il fondo presenta una forte esposizione al settore finanziario, sotto pressione negli ultimi anni a causa della crisi economica e del basso livello dei tassi di interesse. “Noi abbiamo mantenuto un pluriennale sottopeso di banche ridotto solamente nella parte finale del 2016 a fronte di segnali di generale miglioramento del quadro macro e micro, valutazioni relative ancora attraenti e posizionamento sul settore (soprattutto nei confronti della periferia) non ancora eccessivo”. E continua: “La nostra visione negativa sul settore è sempre stata determinata dalla combinazione di un contesto macro difficile, da tassi di interesse molto bassi (e destinati a rimanere tali a lungo), da un quadro regolamentare di settore sfavorevole e incerto e da un elevato stock di crediti deteriorati. 

A ciò si sono aggiunti i timori specifici legati a vicende complesse, come Monte Paschi, Veneto Banca e popolare Vicenza, che in assenza di interesse da parte dei privati, hanno richiesto l’intervento pubblico (che ricordiamo essere sottoposto ai limiti della nuova direttiva sul bail-in). La rimozione del rischio sistemico legato a tali istituti e la combinazione degli elementi sopracitati ci ha portato a rivedere leggermente la posizione sul settore. Manteniamo comunque un sottopeso, frutto di scetticismo sulla redditività prospettica del settore”.

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