Elezioni USA, il settore healthcare guadagna un vantaggio


Contributo a cura di Andy Acker, CFA, portfolio manager di Janus Henderson Investors. Contenuto sponsorizzato. 

Con l'avvicinarsi delle elezioni presidenziali statunitensi del 2020 si parla sempre più spesso di prezzi dei farmaci e di riforma sanitaria. Tuttavia, quest'anno la pandemia del Covid-19 ha messo in buona luce il settore della salute, cambiando il focus del dibattito politico, che si è spostato sull'importanza della medicina avanzata e dell'accesso alle cure.

Quest'anno, il Covid-19 e la necessità di trovare al più presto terapie contro il virus hanno contribuito a concentrare l'attenzione sulla capacità di innovazione dei settori farmaceutico e biotecnologico. Attualmente sono in via di sviluppo più di 170 possibili vaccini contro il nuovo coronavirus, 31 dei quali sono in fase di sperimentazione clinica, mentre per alcuni sono in corso studi clinici pilota di fase avanzata.1 Sulla base dei primi dati positivi, ci aspettiamo che almeno un vaccino venga approvato entro i primi mesi del 2021 e che se ne aggiungano altri nei mesi e negli anni successivi. Se si considera che storicamente per sviluppare vaccini sono stati necessari più di 10 anni e che il Covid-19 è comparso poco più di otto mesi fa, il ritmo di questi progressi è stato stupefacente.

Quindi, anche se l'assistenza sanitaria rimane un tema chiave della campagna elettorale, la fiducia nei confronti del settore è aumentata. Ne hanno beneficiato anche le azioni del comparto della salute, in particolare quelle delle biotecnologie. Quest'anno fino a metà agosto il Nasdaq Biotechnology Index ha guadagnato l'11%, quasi due volte il rendimento dell'S&P 500 Index. A titolo di confronto, durante la campagna per le elezioni presidenziali del 2016 nello stesso periodo il settore biotecnologico ha ceduto il 12,5%, mentre l'S&P 500 ha fatto segnare un rialzo dell'8,6% (cfr. grafico).

Anni di elezioni: performance dei titoli del settore della salute

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Fonte: Bloomberg, dati dal 31 dicembre 2015 al 15 agosto 2016 e dal 31 dicembre 2019 al 14 agosto 2020. L'S&P 500® Index replica la performance delle azioni di società statunitensi ad alta capitalizzazione e rappresenta la performance del mercato azionario statunitense nel suo complesso. L'S&P 500® Health Care Sector comprende le società incluse nell'S&P 500 che in base alla classificazione GICS® rientrano nel settore della salute. Il Nasdaq Biotechnology Index è composto dai titoli di società quotate sul Nasdaq classificate secondo l'Industry Classification Benchmark come società biotecnologiche o farmaceutiche e che soddisfano altri criteri di idoneità.

Le performance passate non sono indicative dei risultati futuri.

Le tensioni sui prezzi dei farmaci​

All'inizio del suo mandato, il presidente Trump si era impegnato ad abbassare i prezzi dei farmaci. A luglio, con l'avvicinarsi delle elezioni, ha firmato quattro ordini esecutivi relativi ai costi dei farmaci su prescrizione. Questi ordini includono la possibilità per gli Stati Uniti di importare farmaci dal Canada e il collegamento dei prezzi di alcuni farmaci Medicare a quelli praticati in altri paesi. L'amministrazione Trump si è inoltre schierata con il Texas e con altri stati che hanno fatto appello alla Corte Suprema per invalidare l'Affordable Care Act (ACA), la legge promulgata 10 anni fa che ha ampliato l'accesso all'assistenza sanitaria negli Stati Uniti. Il candidato democratico Joe Biden è invece a favore dell'ampliamento dell'ACA e afferma che, in qualità di presidente, cercherebbe di contenere gli aumenti annuali dei prezzi dei farmaci e il prezzo di lancio dei nuovi medicinali. In sintesi, l'assistenza sanitaria rimane un punto focale del discorso politico.

Il destino dell'ACA è più difficile da prevedere, ma la Corte Suprema si è già pronunciata contro due precedenti ricorsi alla legge e i cinque giudici che hanno preso quelle decisioni sono ancora in carica. Inoltre, i Repubblicani non hanno stilato una legge alternativa all'ACA ed eliminare la copertura sanitaria per 20 milioni di americani durante una pandemia avrebbe effetti disastrosi.

Anche in caso di vittoria schiacciante dei Democratici, non sarebbe facile per Biden far approvare la sua proposta più drastica: lanciare una public option gestita dal governo. Il piano si aggiungerebbe alle assicurazioni private senza sostituirle, ma occorrerebbe definire molti dettagli, ad esempio la possibilità che le società di assicurazione sanitaria abbiano un ruolo, come nei programmi gestiti Medicare e Medicaid. Inoltre, la capacità del governo di spingere nettamente al ribasso i tassi di rimborso potrebbe essere limitata dalla debolezza finanziaria di molti ospedali senza scopo di lucro. Un'eccessiva pressione potrebbe portare al fallimento di queste strutture, con conseguenti problemi di accesso alle cure per molti americani.

Anche in caso di vittoria schiacciante dei Democratici, il Senato sarebbe probabilmente diviso in parti uguali e in futuro l'approvazione di una legge controversa potrebbe rendere necessaria una modifica delle regole di voto del Senato, ossia il passaggio dall'attuale soglia dei 60 voti per chiudere un dibattito a una maggioranza semplice di 51, con gravi conseguenze a lungo termine per il governo. A nostro avviso, per Biden sarebbe più semplice far approvare misure incrementali, come l'ampliamento di Medicaid e l'aumento dei crediti d'imposta dell'ACA.

Per quanto riguarda i prezzi dei farmaci, riteniamo che la pandemia abbia offerto alle aziende farmaceutiche un maggiore potere di negoziazione. Quindi, le promesse elettorali possono apparire estreme, ma crediamo che in concreto l'amministrazione Biden potrebbe cercare una via di mezzo per risolvere quello che ai nostri occhi è il vero problema: l'aumento dei costi a carico dei pazienti. Infatti, un recente studio dell'IQVIA Institute for Human Data Science ha rilevato che nel 2019 la crescita dei prezzi di listino dei prodotti farmaceutici statunitensi si è attestata al 5,2%, ma la crescita netta dei prezzi, che tiene conto degli sconti e di altre riduzioni di prezzo, è stata solo dell'1,7%.2 Il problema è che spesso i pazienti non beneficiano di questi sconti perché il risparmio tende a essere intascato dagli intermediari dei piani, e i pagamenti supplementari e le franchigie sono in aumento. A nostro avviso, questa situazione deve cambiare.

In caso di equilibrio, allora è probabile che non cambi molto a breve termine. Finora il presidente Trump non è riuscito a realizzare la riforma sanitaria, anche quando i Repubblicani controllavano il Congresso. È improbabile che il compito diventi più semplice, soprattutto senza una maggioranza di governo. Se Biden vincesse le elezioni e i Repubblicani mantenessero il controllo del Senato, potrebbero essere attuate misure modeste, come il ripristino dei finanziamenti per i programmi dell'ACA tagliati dall'amministrazione Trump.

Crediamo che i titoli del settore della salute possano evidenziare una certa volatilità a breve termine. In autunno saranno disponibili i primi dati sulle sperimentazioni in fase avanzata dei vaccini contro il Covid-19 e i risultati potrebbero avere un impatto significativo sulle quotazioni. Tra l'altro, in genere il mercato oscilla in base ai timori di una riforma sanitaria molto prima che se ne decidano i dettagli. Il sistema sanitario statunitense è complesso e la legge finale può essere molto diversa da quella inizialmente proposta. In definitiva, crediamo che né i Repubblicani né i Democratici vogliano minare l'innovazione farmaceutica. Siamo ottimisti sulla possibilità di giungere a una soluzione che riduca i costi a carico dei pazienti, migliori l'accesso ai farmaci e vada a vantaggio del paese e del settore nel lungo periodo.

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