Elementi da valutare nella selezione di un fondo attivo azionario americano


Chi investe nel mercato azionario americano adottando un approccio di lungo termine deve decidere se farlo attraverso un fondo di gestione attiva o passiva. Se la scelta dovesse ricadere sulla prima tipologia, è bene che l'investitore prenda in considerazione due elementi molto importanti. I costi, in primis. Un consiglio: meglio astenersi dallo scegliere un prodotto che si trovi nel primo quintile per prezzo, ovvero selezionare una strategia che sia tra il 20% delle più costose della sua categoria. Le probabilità di superare l'indice sono molto basse.

Secondo uno studio di Morningstar, a dieci anni la percentuale di successo dei gestori con fondi che focalizzano il loro universo di investimento su società di grande capitalizzazione è bassissima. Nella categoria Morningstar US Large Cap Blend, ad esempio, solo l'1,1% dei prodotti più cari ha sovraperformato l'indice nell'ultimo decennio. Nell’US Large Cap Value la percentuale è dell'1,4% e nell’US Large Cap Growth del 3,1%. Sono livelli molto bassi, che dimostrano quanto possa essere difficile avere successo quando si sceglie un fondo azionario statunitense a gestione attiva se l'investitore si limita a cercare tra quelle strategie che comportano un costo più elevato.

Se, al contrario, l'investitore circoscrivesse la sua ricerca al 20% dei prodotti azionari americani attivi più economici, le probabilità di successo aumenterebbero…pur rimanendo comunque basse. Nelle categorie US Large Cap Blend e US Large Cap Value, quasi il 20% dei fondi con spese associate minori ha battuto il suo benchmark negli ultimi dieci anni. Due su dieci, in pratica. Nella categoria US Large Cap Growth la percentuale sfiora appena il 15%.

I dati mostrano che a più breve termine corrisponde una maggiore probabilità che un gestore azionario americano attivo batta l'indice. Più si dilata il periodo di permanenza in un prodotto del genere, più il costo (e il fatto che gli Stati Uniti siano uno dei mercati più efficienti al mondo) peserà sui risultati dello stesso. In generale, a 1-3 anni, la percentuale di manager attivi che generano rendimenti superiori a quelli dell'indice si muove intorno al 33% (uno su tre).

Vale a dire: se si vuole investire a breve e medio termine nel mercato azionario americano confidando nelle proprie capacità di selezione, bisogna sapere che le possibilità di successo sono maggiori che se lo si fa nel lungo termine. Nelle categorie di prodotti il cui universo di investimento è focalizzato su società a piccola e media capitalizzazione, queste aumentano significativamente. Pertanto, ad esempio, quasi la metà dei fondi US Mid Cap Blend ha battuto il proprio indice nell'ultimo anno. Nello specifico, il 46%. Tuttavia, a dieci anni la percentuale scende al 7,7% (tra quelli presenti nel primo quintile per prezzo, nessuno ha superato l'indice).

Altra conclusione molto interessante dello studio: se si vuole investire a breve-medio termine nel mercato azionario americano seguendo uno stile growth, conviene sapere che la possibilità di scegliere un fondo attivo che batta l'indice è maggiore che se si opta per uno stile value.

A un anno, la percentuale di fondi attivi US Large Cap Growth che hanno generato rendimenti superiori all'indice è del 54%. A tre anni, è quasi del 40%. Per quanto riguarda i gestori growth inclusi nella categoria US Mid Cap Growth, il tasso di successo a un anno è quasi dell'80%, rispetto al 60% se si prende in considerazione un lasso di tempo di 36 mesi. Nella categoria US Small Caps Growth i numeri sono molto simili, con tre gestori su quattro che battono l'indice a un anno e sei su dieci che lo fanno a tre anni. Più il termine è esteso, minori sono le possibilità di successo.

Per i gestori value, le percentuali sono elevate anche nel breve-medio termine (33% di probabilità di successo a 1-3 anni nel caso di manager con fondi US Mid Cap Value e 45% a 1-3 anni per i fondi US Small Cap). A dieci anni, le percentuali calano al 10% (nel caso di manager con fondi che investono in aziende di medie dimensioni) e al 25% (nel caso di piccole imprese).

Morningstar

Fonte: Morningstar, dati a fine giugno 2019.

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