Ecco perchè optare per il ‘risk-on’ sul lungo termine


Contributo a cura di Giuliano D’Acunti, Country Head per l’Italia di Invesco. Contenuto sponsorizzato.

Dal 1930 in poi, per ben sei volte negli Stati Uniti i listini azionari hanno registrato correzioni superiori al 30%, e nonostante l’inevitabile volatilità, le azioni hanno sempre evidenziato un significativo rialzo.

Una profonda correzione in poco più di un mese

Questa volta, le azioni mondiali hanno dovuto affrontare un vero e proprio mercato ribassista e recessivo concentrato in poco più di un mese, dal 19 febbraio al 23 marzo. I minimi del mercato hanno coinciso con un picco storico di volatilità, posizionamenti asimmetrici degli investitori e un diffuso pessimismo globale. In poche settimane la maggioranza degli investitori aveva capitolato e investito miliardi e miliardi di dollari in titoli di Stato e attivi pseudo-liquidi

Provvedimenti politici e monetari senza precedenti

Le risposte dalla politica e dalle Banche centrali sono state piuttosto tempestive con prevvedimenti senza precedenti che hanno sensibilmente allentato le condizioni finanziarie. Al momento, a fronte di alcuni segmenti dell'economia mondiale in netta ripresa (settore manifatturiero in Cina, settore immobiliare e vendite al dettaglio negli USA), altri continuano a essere in crisi. Le condizioni economiche potrebbero potenzialmente peggiorare a breve termine perché l’aumento dei casi di contagio da COVID-19 in molti Stati americani e in alcune città del mondo potrebbe portare a nuove chiusure e a una diminuzione della mobilità delle persone.

Le conoscenze in campo sanitario

È tuttavia improbabile che siano reintrodotte misure così restrittive come quelle varate nei primi mesi dell’anno. Rispetto ad allora sappiamo dell’utilità della mascherina e del distanziamento sociale, e anche del rischio più basso negli assembramenti all’aperto: conoscenze che dovrebbero permettere il graduale proseguimento della ripresa economica.

Periodi di risk-on anche durante le fasi economiche difficili

In tutti i casi, è bene tenere presente che possono emergere dei periodi ‘risk-on’ (propensione degli investitori alle asset class di rischio) anche quando le economie navigano in acque difficili. Per esempio, dopo la crisi finanziaria globale del 2008-2009, sono trascorsi molti anni prima del picco dei default dei mutui, della riduzione dell’indebitamento da parte delle famiglie e della piena occupazione. Ciò nonostante, i listini azionari hanno messo a segno considerevoli rialzi.

Il vantaggio relativo delle azioni sui Titoli di Stato

A questo proposito, sebbene le attuali valutazioni delle azioni globali non siano economiche in senso assoluto, evidenziano un vantaggio relativo rispetto a molte alternative, compresi i titoli di stato dei Paesi sviluppati. I tassi di sconto utilizzati per stabilire l'attuale valore dei futuri flussi di cassa sono prossimi allo zero in gran parte del mondo sviluppato. Una dinamica che nel tempo spingerà gli investitori a pagare multipli degli utili più alti.

Individurare i grandi vincenti di questo mercato

Ma ad una precisa condizione: riuscire a individuare i grandi vincenti in questo mercato che stanno rivoluzionando il modo in cui funzionano l’economia, le attività commerciali e la società. Aziende i cui multipli azionari possono risultare più elevati rispetto al mercato in generale, ma che probabilmente registreranno un tasso di crescita più rapido. Per tutte queste considerazioni, guardando al prossimo prolungato ciclo dell’economia, caratterizzato da bassa crescita e ridotti tassi di interesse, inflazione moderata e politiche monetarie accomodanti, i professionisti di Invesco sono alla ricerca di interessanti opportunità nel comparto azionario.

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