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Ecco le novità in casa Morningstar


Morningstar monitora costantemente i sistemi di rating e si evolve per allinearsi alle esigenze degli investitori e aumentare le loro probabilità di successo negli investimenti. Come parte di questo processo, dal 31 ottobre 2019 cambieranno il modo in cui vengono assegnati i Morningstar Analyst Rating per i fondi e miglioreranno il Morningstar Sustainability Rating. per rendere le valutazioni ancora più utili per gli investitori e i professionisti finanziari.

Di seguito le principali novità.

L’Analyst Rating è un sistema di rating previsionale, basato sull’attività di ricerca degli analisti, che prevede cinque gradi: Gold, Silver, Bronze, Neutral e Negative. La scala dei rating rimarrà la stessa, mentre cambierà la metodologia utilizzata dagli analisti, ponendo un limite più elevato per l’ottenimento di un rating Gold, Silver o Bronze e aumentando il peso del profilo commissionale. Gli Analyst Rating saranno inoltre specifici per singole share class dei fondi, tenendo conto delle differenze commissionali. Verrà aggiornato anche il Quantitative Rating, un sistema previsionale integrato che utilizza tecniche di machine learning per assegnare i rating ai fondi non coperti da un analista di Morningstar. Ciò assicurerà un allineamento solido e continuo tra il Quantitative Rating e l’Analyst Rating.

“Siamo incoraggiati al cambiamento dagli investitori che hanno incorporato l’Analyst Rating e il Quantitative Rating nelle loro ricerche. Per questo abbiamo deciso di avviare il processo di miglioramento, con l’obiettivo di rendere le valutazioni più efficaci e utili per gli investitori”, ha dichiarato Jeffrey Ptak, head of global manager Research di Morningstar. “Inoltre, questo aggiornamento porterà a vincoli più stringenti per ottenere un rating Gold, Silver o Bronze e porrà l’accento sull’importanza dei costi”. I cambiamenti renderanno gli Analyst Rating più facili da comprendere, più pertinenti per le decisioni prese dagli investitori e dai professionisti finanziari e più efficaci.

  • Struttura più semplice: il sistema di valutazione esistente ruota intorno a cinque elementi, o ‘pilastri’: persone, processo, società, performance e prezzo. Con l’aggiornamento, veranno analizzati tre di questi pilastri: persone, processo e società. Gli analisti utilizeranno tale valutazione per stimare il valore che una strategia può generare prima delle commissioni. performance e prezzo cesseranno di essere due pilastri autonomi, poiché gli analisti 2 of 4 incorporeranno la loro valutazione delle performance negli altri pilastri ed esprimeranno il loro giudizio sul prezzo in modo differente.
  • Enfasi maggiore sulle commissioni: al momento, il ranking delle commissioni di una strategia all’interno del suo peer group guida il suo rating del pilastro del prezzo, che alimenta l’intero Analyst Rating. Con la nuova metodologia, gli analisti dedurranno le spese di una strategia dalla stima di quanto valore potrebbe generare prima delle commissioni. Questo valore sarà basato sull’analisi dei Pilastri persone, processo e società. Questo approccio ha il vantaggio dare il giusto peso ai costi.
  • Limiti più elevati per le strategie attive: gli analisti limiteranno le ‘medaglie’ – Gold, Silver e Bronze - alle strategie attive che dimostreranno di essere in grado di superare un benchmark pertinente e la media del peer group al netto delle commissioni e dopo aver contabilizzato il rischio. In passato potevano attribuire queste classificazioni a strategie attive che riuscivano a battere il loro peer group medio o un indice, ma non necessariamente entrambi.
  • Un percorso più chiaro per gli investitori: gli analisti assegneranno meno medaglie alle strategie attive nelle aree in cui l’analisi rivela che c’è una minore probabilità di generare valore da parte delle strategie attive.
  • Rating specifico per le singole classi: a differenza del passato, gli analisti analizzeranno ciascuna classe, tenendo conto delle differenze commissionali. Questo potrebbe comportare downgrade per le classi con retrocessioni.
  • Miglioramento dei pilastri dei rating: la scala utilizzata dagli analisti per valutare persone, processo e società sarà ridefinita. Al momento, gli analisti valutano questi pilastri con ‘positive’, ‘neutral’ e ‘negative’; quando i nuovi rating entranno in vigore, si avranno le seguenti valutazioni: ‘high’, ‘above-average’, ‘average’, ‘below average’ e ‘low’.

Il Morningstar Quantitative Rating per i fondi, lanciato nel 2017 come un'estensione dell’Analyst Rating applicando il machine learning, si evolverà in linea con l’Analyst Rating in modo da riflettere i processi decisionali degli analisti di Morningstar nel suo algoritmo.

Come parte di questo processo di continuo aggiornamento, verrà migliorato ancheil Morningstar Sustainability Rating a partire dal 31 Ottobre 2019, per fornire agli investitori una maggiore comprensione della vulnerabilità finanziaria che si trovano ad affrontare a causa del consistente rischio ESG nei loro portafogli.

Il Morningstar Sustainability Rating sarà basato sull’ESG risk rating di ciascuna società, fornito da Sustainalytics, che è costruito su una scala omogenea per tutti i settori ed è quindi comparabile. Inoltre Sustainalytics ha più che triplicato il numero di parametri considerati per ogni sotto-settore e ha incluso nuovi fattori a livello azienda, come l’area geografica e i business models di riferimento. Il risultato è un rating più efficace per valutare l’effettivo rischio ESG a livello finanziario.

La nuova versione di Morningstar Sustainability Rating è unica per gli investitori grazie al suo focus sul rischio ESG effettivo e alla semplicità di comparazione di un portafoglio rispetto ai concorrenti. Con la sua scala da uno a cinque globi, questo rating è disegnato per aiutare gli investitori a prendere le decisioni di investimento più appropriate. Gli investitori possono analizzare il portafoglio a livello di singola posizione per comprendere da dove deriva il rating e come ciascun titolo influenza il rischio complessivo. Il nuovo Sustainability Rating permetterà di valutare il rischio ESG indipendentemente dal settore di appartenenza, così gli investitori potranno trovare la migliore opzione d’investimento per ridurre il rischio ESG.

Infatti, nella definizione di Sustainalytics, l’ESG risk è il rischio non gestito, ossia quello che si ottiene deducendo dall’esposizione totale ai rischi ESG la parte che l’azienda sta effettivamente gestendo. In questo modo, è possibile tenere conto dei rischi e delle opportunità che derivano dal processo di mitigazione di tali pericoli. I fondi con il massimo rating saranno, dunque, quelli con un punteggio di rischio ESG più basso (in un range che va da 0 a 100). Morningstar sottolinea anche l’importanza di questo punto, in quanto, in precedenza, la scala era invertita, ossia erano gli strumenti con punteggio più alto ad avere il miglior rating. Inoltre, il focus sul rischio renderà non più necessario calcolare l’indicatore di controversie e normalizzare i dati di Sustainalytics, perché i rischi ESG non sono calcolati a livello di singola industria, come accadeva per l’ESG score. Non cambierà, invece, la distribuzione dei globi e il riferimento alle Morningstar global category. Dunque, il miglior 10% continuerà ad avere 5 globi, il successivo 22,5% 4 globi, e così via.

 

 

 

 

 

 

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