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Ecco il team di fund selection di Cordusio SIM


Il team di Cordusio è generalista e ogni professionista ha conoscenze trasversali che coprono ogni segmento e asset class.

La società lavora con 27 asset manager e non colloca tutta la gamma di fondi offerta dalle case, ma solo quelli che hanno superato la due diligence interna. “Abbiamo una divisione interna per casa di gestione”, spiega Roberta Rudelli, head of fund selection di Cordusio SIM. “Ciascuno di noi è l’entry point per i partner. C’è un duplice vantaggio da questa scelta: è più comodo per le case di gestione avere un unico referente e anche per noi nel momento in cui abbiamo bisogno d’informazioni più dettagliate abbiamo una persona di contatto diretta. Inoltre, ogni due anni cambiamo e ruotiamo il referente in modo tale da mantenere sempre un alto grado di obiettività nelle scelte”.

Il processo di selezione si fonda su un’analisi quantitativa che viene fatta con un database proprietario sulla base dei dati di Morningstar. Viene selezionata la primary share class del fondo che viene analizzata sulla base delle performances e della volatilità a 3,5,7 anni. Per completezza viene fatta un’analisi anche di breve periodo, misurando le performance a 3,6,12 mesi rispetto alla media di categoria. Dai risultati si prendono solo i fondi sul primo e il secondo quartile. “Facciamo questo duplice scoring perché, sebbene valutiamo la consistenza nel lungo periodo della strategia, vogliamo anche capire se quel fondo è il più adatto al contesto di mercato in cui ci troviamo”, spiega. 

Per noi di Cordusio è importante capire come si potrebbero in futuro comportare il fondo e il suo gestore in fasi di volatilità/incertezza. Per il nostro approccio strategico e con la nostra nuova cultura del rischio, inoltre, l’attenzione si concentra maggiormente sul drawdown più che sulle performance.

Per quanto riguarda la parte qualitativa, viene fatta attraverso un’analisi best in class attraverso la valutazioni delle quattro P: people, performance, process e, price. “Il nostro obiettivo è capire se il fondo può in futuro dare gli stessi risultati che ha dato in passato; per questo motivo diamo maggiore importanza a questo approccio”, spiega. Il valore aggiunto di questo processo è individuare potenziali rising star (tenendo presente che non investiamo mai in un fondo con meno di 70 milioni di AUM) che possano darci dei ritorni più interessanti. “Cerchiamo di tenere sotto controllo anche la crescita delle masse: spesso fondi troppo grandi diventano difficili da gestire”. 

Infine, per Cordusio è fondamentale la fase di monitoraggio, nel corso della quale si verifica se il fondo rispetta le aspettative, se è in linea o si discosta in termini di rendimento, cambio di approccio e rischio. 

Da sinistra verso destra:

Giovanni Barbieri, Fund selector di Cordusio SIM

Roberto Tessore, Fund selector di Cordusio SIM

Roberta Rudelli, Head of Fund selector di Cordusio SIM

Marco Predieri, Fund selector di Cordusio SIM

Manuela D’Onofrio, Responsabile Investimenti e Prodotti di Cordusio SIM

Davide D’Acunto, Fund selector di Cordusio SIM

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