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È il momento di tornare ai bilanciati?


“In questa fase del ciclo economico non resta che essere più difensivi”, con queste parole Yoann Ignatiew, portfolio manager di Rothschild & Co AM Europe introduce la sua strategia multi-asset bilanciata, R-co Valor Balanced.

Le prospettive macroeconomiche non sono particolarmente incoraggianti, ci troviamo di fronte al più lungo ciclo economico degli ultimi tempi, ma anche il più debole di sempre. L’inversione della curva dei tassi negli Stati Uniti, da sempre segnale di una recessione imminente, presenta delle differenze, mostrandosi piatta nella parte più lunga. Ad ogni modo i partecipanti al mercato tendono ormai ad anticipare le previsioni di una recessione ai prossimi due anni e le imprese non vogliono investire in un contesto del genere. Nell’ultimo anno infatti sono aumentate le operazioni di acquisto di azioni proprie, sia perché sono a buon prezzo e sia per effettuare dei miglioramenti ai bilanci. Si aggiunge poi l’incertezza geopolitica legata alla trade war e alla Brexit in Europa.

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Fonte: Rothschild & Co Asset Management Europe.

È questo lo scenario brevemente riassunto da Ignatiew. Sebbene bassi tassi di interesse siano normalmente un fattore positivo per il mercato dell’equity, gli investitori stanno riducendo la loro esposizione al mercato azionario. È quindi giunto il momento di tornare ai nostri cari bilanciati? Se si vuole mantenere un profilo conservativo, si può sfruttare la parte bond in un prodotto bilanciato 50/50. È proprio il caso di R-co Valor Balanced la cui performance YTD del 12% si può così scorporare: 9% dalla parte azionaria e 3% dalla parte bond. L’attuale asset allocation del fondo è così composta: 37% equity, 41% bond e 22% cash.

L’approccio flessibile del fondo consente di trarre rendimenti a lungo termine dall’esposizione equity globale, mitigando però il rischio tramite le posizioni su titoli investment grade denominati in euro. “Abbiamo ridotto significativamente la parte equity, puntando soprattutto su temi di lungo periodo conservativi, come il settore dell’heathcare e quello minerario aurifero”, spiega il gestore. “Per quanto riguarda la parte bond prediligiamo la qualità del credito, abbiamo ridotto la duration ed evitiamo di assumere il rischio valute. Infine la posizione in cash è un elemento determinante nella gestione attiva, perché permette di sfruttare le opportunità che si presentano sul mercato”, conclude Ignatiew.

 

 

 

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