È il momento di investire nel fondo M&G (Lux) Emerging Markets Bond


Negli ultimi mesi, i Paesi sviluppati stanno registrando un rallentamento degli indicatori di crescita e fiducia, mentre le aziende dei mercati emergenti stanno migliorando i fondamentali. 

Sebbene la guerra commerciale tra Cina e Stati Uniti non sembra trovare una soluzione nel breve periodo, il fondo monetario internazionale si aspetta che anche quest’anno la Cina cresca di un altro 6%. Stessa cosa vale anche per la Turchia, l’India e il Brasile che negli ultimi mesi hanno ridotto il loro debito. “Anche l’inflazione è più contenuta”, spiega Claudia Calich, gestore del fondo M&G (Lux) Emerging Markets Bond che vanta rating B Funds People 2019. “L’impatto della valuta sull’inflazione è stato molto basso, sebbene le divise dei mercati emergenti si siano svalutate”, spiega. 

Fondamentali

Per quanto riguarda i fondamentali, anche dal punto di vista microeconomico c’è stato un miglioramento e le stesse aziende hanno ridotto le leve di indebitamento. “Non ci aspettiamo un grosso aumento dei default nemmeno nel caso in cui ci fosse un rallentamento dell’economia mondiale”, spiega il gestore. “Naturalmente le più esposte ai mercati internazionali rimangono le export oriented”. 

Gli stessi prezzi degli emittenti non presentano valutazioni troppo elevate. “Moltissimi titoli hanno già scontato il rischi macroeconomici”. Per quanto riguarda i rendimenti invece, esiste ancora un enorme gap tra mercati sviluppati e emergenti

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I Paesi emergenti continuano a registrare afflussi di capitale. C’è stato un breve rallentamento solo nel maggio di quest’anno quando le tensioni fra Cina e Stati Uniti hanno raggiunto i massimi e in agosto con la crisi dell’Argentina. “Due eventi che sono durati un periodo di tempo molto limitato”.

Per quanto riguarda le valute, il gestore mantiene una view neutrale. “Ho preferito non prendere posizioni sulle valute locali durante l’anno. Il dollaro prezza un valore troppo alto per motivi legate alla politica di Donald Trump”, spiega. “Bisogna sicuramente tenere monitorato l’andamento del biglietto verde e gli effetti della trade war sulla valuta, mantenendo un focus d’attenzione particolare sui quei Paesi che basano la propria economia sulle esportazioni di commodities”. 

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