È il momento di comprare? I consigli di Howard Marks per investire in mercati turbolenti


"Molti mi domandano se questo è il momento di comprare. La mia risposta è più sfumata: probabilmente è un momento in cui comprare”. Questo è quanto afferma Howard Marks, co-fondatore di Oaktree Capital, nella sua ultima nota agli investitori. "Non c'è un solo momento per acquistare che possa essere individuato. L'unica cosa di cui possiamo essere sicuri è che i prezzi delle azioni oggi sono molto più bassi rispetto a due settimane fa", dice.

Il mercato azionario scenderà nei prossimi giorni? Nelle prossime settimane? E nei prossimi mesi? Secondo Marks, non sono queste le domande giuste da porsi in questo momento. "Perché sono senza risposta." Il diffondersi del coronavirus, fonte indiscussa dell'attuale volatilità dei mercati, lascia ancora molti interrogativi aperti. Come si propagherà il virus tra le persone? Quante persone lo contrarranno? Si arresterà? Quali saranno i suoi effetti? Quali misure saranno adottate? Che impatto avrà sull'economia? Come reagiranno i mercati?

Non che Marks intenda rispondere a queste domande. Al contrario. È solo un esempio del grado di incertezza con cui l'investitore si sta muovendo in questi giorni. L'unica verità assoluta, al momento, è che le risposte a queste domande, ad oggi, semplicemente non si conoscono.  

Allora, come ci si deve comportare? "L'investimento intelligente si deve sempre basare sul rapporto tra prezzo e valore. Non si tratta quindi di domandarsi se il crollo continuerà, ma se la caduta ha portato le azioni ad un prezzo corretto, economico o se continuano ad essere care", insiste il gestore.

Certamente definire il valore preciso di un asset è difficile.  Ma ancora più difficile è pensare che il virus renderà il mondo del futuro così diverso da quello che conosciamo ora. È davvero ipotizzabile che cambierà radicalmente e permanentemente la vita di oggi, rendendo il mondo irriconoscibile? Decimando il business? Rendendo dunque impossibile stabilire una valutazione?

È innegabile che un calo del 13% è grande. Ma per Marks è anche troppo affermare che il business, e i flussi di cassa che prodotti in futuro, valgono il 13% in meno rispetto al 19 febbraio. Questo non significa che il mercato sia economico. "Forse è solo un po' meno costoso", osserva Marks. Ma c’è di più: in realtà, egli si azzarda a dire che non si tratta di un affare, ma di un prezzo più vicino a quello giusto.

E allora: compriamo? Vendiamo? Non facciamo niente? Marks precisa: "Probabilmente è giusto comprare un po'. Perché gli asset sono più economici". Ma resta prudente. Non spenderebbe tutti i soldi in una volta sola perché non ancora non abbiamo chiarezza di quanto saranno negativi gli eventi futuri. "Domandati quanto vorrai aver investito quando il mercato tocca terra e spendine un po'", riassume. Se i listini delle borse rimbalzano, sarete contenti di aver comprato. Se i mercati continuano a cadere, sarete contenti di avere ancora soldi (e, si spera, i nervi d'acciaio) per comprarne di più. "Questa è la vita per chi accetta di non sapere cosa riserva il futuro”, spiega.  

Conclude con una considerazione molto saggia per i tempi attuali: "Nessuno può dirvi se è il momento di comprare. Perché nessuno lo sa".

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