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Come investono i fondi pensione?


In occasione della tavola rotonda sui fondi pensione organizzata da Funds People, sono state affrontate tematiche riguardanti l’evoluzione della previdenza complementare e la loro modalità di gestione. Ancora troppi vincoli sulle strategie di investimento applicabili a queste tipologie di prodotti; è davvero un bene per il cliente?

Nicola Trivelli, amministratore delegato di Sella Sgr, sostiene che “i fondi pensione sono soggetti a minore stress da performance e da mercato rispetto a quanto accade nelle gestioni patrimoniali. La normativa dei fondi pensione aperti è più restrittiva e quindi responsabilizza le case di gestione a non usare questi prodotti come hedge fund. Ci sono una serie di limiti che vincolano l’operatività (utilizzo di derivati, leva finanziaria). Dunque non si possono usare tutti quegli strumenti necessari a moderare alcuni rischi di mercato. Sicuramente una maggiore elasticità nell’approccio di gestione permetterebbe di adeguarsi allo scenario di investimento attuale”.

Nadia Vavassori, BU pension saving funds di Amundi SGR, commenta che “le regole di investimento degli attivi sono, giustamente, più stringenti rispetto ai prodotti di investimento finanziari, e questo a volte penalizza la diversificazione dei portafogli e la ricerca di alfa. Infatti, per esempio, ai fondi pensione aperti viene limitato l’inserimento di fondi terzi non tradizionali, minimizzando l’universo investibile, e, spesso, non consentendo una scelta ottimale di prodotti. Esiste anche un vincolo di riconoscimento delle commissioni dei sottostanti, che non permette una scelta imparziale dei fondi a disposizione sul mercato. Questo limita soprattutto i prodotti previdenziali con patrimoni contenuti, che non possono che essere gestiti in fondi”.

Gli esperti sono d’accordo nel sottolineare che viene posta una particolare attenzione, in alcuni casi anche eccessiva, alla questione dei costi. Antonio Barbieri, co-head of multiasset di Arca Fondi SGR, dichiara infatti che “Il regulator si è giustamente preoccupato del tema dei costi, ma questo è solo un aspetto. È essenziale formare ed informare il potenziale aderente. Arca ha agito su questo fronte mettendo a disposizione sul proprio sito un portale dedicato ai clienti dando la possibilità di approfondire i temi relativi alla previdenza complementare, ma anche di verificare in qualsiasi momento la propria situazione previdenziale, lo stato delle pratiche, la situazione dei versamenti. L’obiettivo è di fornire tutti gli elementi all’aderente o al potenziale aderente per poter effettuare scelte informate e successivamente gli strumenti idonei al controllo degli investimenti”.

Nicola Trivelli conferma che il tema dei costi nell’ambito dei fondi pensione è molto stressato. “Se si considera un range da 0,3% a 3%, sicuramente i due estremi risultano essere inefficienti, non permettono di offrire un servizio adeguato al cliente. Il cliente deve essere messo nelle condizioni di scegliere il servizio e sapere quanto paga (dato un determinato intervallo di prezzo)”, spiega.

Per quanto riguarda le strategie di gestione prescelte dalla clientela, Antonio Barbieri ribadisce che è essenziale far capire ai più giovani i vantaggi dell’esposizione ai mercati azionari, in considerazione del lungo orizzonte temporale del loro investimento e dei rendimenti superiori che possono essere ottenuti. Purtroppo spesso l’eccessiva cautela non consente un’allocazione ottimale. Tuttavia, rispetto al passato c’è una maggiore consapevolezza tra gli aderenti al fondo pensione delle caratteristiche di un investimento a lungo termine”.

“I fondi pensione aperti offrono di solito una gamma diversificata, ciò consente al consulente di proporre soluzioni ottimali in base al fattore età e alle condizioni macroeconomiche. In Italia è particolarmente apprezzato il comparto che garantisce l’inflazione, perché permette di preservare il risparmio previdenziale nel tempo. Interessano anche molto i modelli di life-cycle, che in base alla previsione del timing previdenziale garantiscono alla clientela un adeguato mix rischio/rendimento”, aggiunge Trivelli.

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