Dove investire la liquidità in un mercato con i tassi a zero


L’attuale scenario macro-economico e la politica monetaria adottata dalle principali banche centrali portano gli investitori istituzionali ad interrogarsi su come allocare la liquidità per i propri clienti, e su come riuscire ad offrire loro una protezione dai rendimenti negativi, senza al contempo andare ad incrementare significativamente il grado di rischio dei loro investimenti e dover virare su investimenti high yield o sul debito emergente, o in strategie alternative a scarsa liquidità.

“Basti pensare che più di un terzo dei titoli di Stato europei offrono attualmente uno yield negativo, con il caso emblematico della Germania che ha emesso ad Agosto un Bund trentennale a rendimento negativo”, spiega Gianluca D'Alessio, portfolio manager di FIA Asset Management. “Per riuscire ad avere un minimo di rendimento, bisogna virare verso i Paesi Periferici, con il Bel Paese che offre ancora uno yield decennale intorno a 0,80, mentre Spagna e Portogallo offrono praticamente uno yield nullo. In questo contesto, risulta quindi difficile andare ad individuare delle opportunità di investimento a basso rischio”.

Vi è inoltre da considerare un altro aspetto: a seguito del taglio dei tassi della BCE nelle scorse settimane, le banche stanno adeguando la loro politica di interessi applicati sui conti correnti, ed anche i conti correnti con giacenze al di sotto dei 100.000 euro potranno nelle prossime settimane cominciare ad essere soggette ad interessi negativi.  “Un’alternativa interessante per evitare di essere quindi remunerati negativamente sui conti correnti, e di evitare di aumentare significativamente il grado di rischio del portafoglio dei propri clienti, potrebbe essere costituita da Treasury USA a breve scadenza. Altre soluzioni potrebbero essere quelle di prediligere i “green bonds” ed i titoli obbligazionari garantiti (almeno parzialmente) da un altro asset, quali agli asset backed securities”. 

La sfida dei tassi a zero, o addirittura negativi per le obbligazioni di alta qualità , sta imponendo a tutti gli investitori e ai consulenti una rivisitazione dei tradizionali approcci di costruzione dei portafogli.  “La tradizionale protezione e diversificazione che i bond offrono agli investitori si sta indebolendo, specie per chi investe su orizzonti di medio e lungo termine. La sfida dei tassi a zero non si presta a scorciatoie, né si possono eliminare i bond di elevata qualità dai portafogli”, spiega Claudio Foschi, responsabile Global Strategies & Total Return di Eurizon Capital SGR. Una risposta efficace viene da una forte diversificazione sugli asset rischiosi, cercando valore in temi di valore relativo tra settori e titoli azionari e del credito.

“Bisogna diversificare investendo anche in asset alternativi come la volatilità, il settore immobiliare e il private equity. Le stesse materie prime (vedi l’oro) potrebbero offrire alternative valide alle obbligazioni in termini di potenziale di diversificazione e sicurezza  in un ambiente di investimento sempre più incerto sul fronte economico e geopolitico”. Crescerà anche l’importanza di una gestione opportunistica/tattica che si affianchi al tradizionale approccio buy and hold che possa aggiungere valore ai rendimenti attesi, più bassi che in passato. 

Secondo Gianmarco Zanetti, direttore generale di Euromobiliare Advisory SIM (Gruppo Credem), mantenere disponibilità liquide, per chi ha deciso di investire il proprio denaro per ottenere dei rendimenti (più o meno ambiziosi che siano a seconda del proprio profilo di rischio-rendimento), non è mai una buona soluzione. “La liquidità di conto è soggetta all’erosione dell’inflazione che seppur contenuta, giorno dopo giorno, riduce il potere d’acquisto del patrimonio del cliente”, spiega. Naturalmente questo contesto di mercato rende più difficile la scelta, dati gli attuali rendimenti negativi sulla gran parte dei titoli governativi e su parte di quelli corporate investiment grade, ma questo non significa che la soluzione sia rimanereimmobili. 

“Il primo suggerimento è quello di incrementare il proprio profilo di rischio rendimento (compatibilimente con il proprio profilo di rischio), in modo da sfruttare il più possibile le asset class su cui le attese di rendimento dei prossimi anni sono più interessanti (es. Azionario). Questa scelta si associa indissolubilmente con l’allungamento dell’orizzonte temporale dell’investimento, data la fase matura del ciclo. In quest’ottica può essere interessante investire su mercati più penalizzati e quindi prospetticamente con più potenziale di rendimento (es. emergenti) e/o su temi di investimento specifici, legati a trend strutturali che guideranno le economie dei prossimi anni (es. digitalizzazione, sostenibilità, etc..)”.

Data la carenza di rendimento sui mercati obbligazionari, anche Zanetti suggerisce di sfruttare il premio di liquidità insito in alcune tipologie di investimenti (es, Private Markets, Fondi Chiusi). “In questo caso l’allungamento dell’orizzonte temporale è incorporato nel funzionamento di queste tipologie di strumenti visto che stiamo parlando di fondi chiusi con finestre temporali di investimento/di uscita predefinite e orizzonti temporali di investimento dai 5 ai 10 anni. La possibilità di valorizzare il Fondo su periodi più ampi del giorno/settimana, consente all’investitore di subire l’ansia dei mercati nel breve periodo e di concentrarsi sul valore programmato dell’investimento a scadenza".

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