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Donne e risparmio gestito: istruzioni per rompere il soffitto di cristallo


Partiamo da un dato di fatto: le donne costituiscono quasi la metà della popolazione mondiale eppure sono ancora tantissimi i settori in cui la loro presenza non si manifesta in maniera altrettanto equa. E i numeri calano vertiginosamente man mano che si sale nella struttura organizzativa di un'azienda, secondo una relazione inversamente proporzionale figlia di una cultura – ammettiamolo – profondamente patriarcale che porta ancora molte donne a dover scegliere tra la vita privata e la carriera.

Qual è la situazione nel mondo dell’asset management? Un recente studio di McKinsey ha rilevato che solo 2 responsabili su 10 sono donne mentre un’altra indagine condotta da Morningstar ha evidenziato che solo un fondo su 10 negli USA è gestito da una donna, nonostante la maggior presenza femminile nei team di gestione aumenti notevolmente le probabilità per un fondo di nuovo lancio di attrarre risorse sufficienti per avere successo. 

In Italia, le entità del settore guidate da donne si contano sulle dita di una mano ma qualcosa sta iniziando a muoversi sul fronte della diversità di genere. Le iniziative che gli asset manager possono mettere in pratica per fomentarla sono di svariata natura (spoiler: le ‘quote rosa’ di per sé non bastano e forse sarebbe anche il caso di pensare a un’espressione più inclusiva, visti i tempi che corrono). Ne abbiamo parlato con Licia Megliani, country head Italy di Allfunds Bank, Simona Merzagora, managing director di NN IP e Alessandra Manuli, amministratrice delegata di Hedge Invest SGR.

Pregiudizi ‘inconsci’

Quello del risparmio gestito, e della finanza in generale, è un “mondo di derivazione ancora molto maschile, specialmente per i ritmi di lavoro e i sacrifici che richiede, come viaggiare di frequente o rimanere in ufficio fino a tardi”, commenta Megliani. “Si tratta di elementi che nella percezione comune mal si sposano con la vita di una donna, soprattutto quando si decide di mettere su famiglia”, aggiunge Manuli. “C’è scetticismo sulla capacità di gestire un lavoro così impegnativo ma è proprio questa forte selezione che fa emergere le donne più capaci e appassionate”, sottolinea l’AD di Hedge Invest SGR.

Tuttavia, una presenza femminile ‘per decreto’ non è sufficiente a cambiare la cultura aziendale “se non vengono messi in atto forti cambiamenti sostenuti da tutto il top management che rivedano i processi di assunzione, promozione e implementazione di programmi per superare questi pregiudizi inconsci”, spiega Merzagora. La strada è lunga e in salita ma è l’unica percorribile “se le aziende hanno interesse ad attrarre e trattenere talenti e mantenere alto il livello di engagement dei propri dipendenti”, afferma la managing director di NN IP.

Il valore aggiunto della diversità

È curioso che in un settore dove si parla costantemente di diversificazione, questo elemento non venga considerato con altrettanta meticolosità nella costruzione dei team delle entità che lo compongono. “In un mondo che ha un significativo bisogno di rinnovamento, le donne possono senz’altro offrire il loro contributo ma in una società sempre più eterogenea non c’è peggior discriminazione di quella di trattare tutti allo stesso modo. È necessario che le aziende riconoscano le differenze come potenziale che crea valore aggiunto”, afferma Megliani.  

Da un punto di vista pratico, dunque, “gli asset manager dovrebbero attrarre figure femminili per costituire team misti, sostenere le professioniste che si organizzano in associazioni come CFA, disegnare programmi di formazione manageriale che prestino particolare attenzione ai benefici derivanti dalla diversificazione dei team”, continua la responsabile di NN IP.

Inclusione, dalla teoria alla pratica

Allfunds, Hedge Invest ed NN IP costituiscono senza dubbio tre esempi virtuosi nel panorama nazionale del risparmio gestito. Per quanto riguarda la piattaforma di distribuzione di fondi, su 58 dipendenti, 40 sono donne. “Forse nel nostro caso dovremmo parlare di ‘quote azzurre’”, afferma ironicamente Megliani. Inoltre, “sia in Italia che a livello internazionale, le linee di business più rilevanti in Allfunds sono gestite da donne, come anche il progetto più importante della compagnia, rappresentato dall’espansione sui mercati asiatici. In altre parole, l’80% dei nostri asset e revenues è in mano a figure femminili”, riassume.

Discorso simile per Hedge Invest, che vanta un team composto da 17 donne e 13 uomini, e per NN IP che ha visto aumentare la percentuale di donne nella società dal 41% al 52% in un anno. “La legge olandese rende obbligatoria la diversità di genere”, sottolinea Merzagora. “Nella nostra azienda, ciascuna linea di business impiega almeno il 40% di donne e il 40% di uomini, facendo attenzione che almeno il 33% del personale manageriale sia quota rosa”. Da anni, inoltre, la società ha costituito un Female Leadership Council, grazie al quale le manager possono raggiungere consapevolezza delle difficoltà che si incontrano nel corso del cammino professionale, e un programma di Mentoring e Sponsorship che offre un network utile agli avanzamenti di carriera.

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