Domenichini (T.Rowe Price): “Il 30% dell’indice S&P500 è a rischio disruption”


La sfida dei mercati oggi si gioca su più fronti. La matrice interpretativa comune è però lo stato della crescita globale, e in particolare il posizionamento all’interno di un ciclo economico tanto avanzato da generare rilevanti interrogativi fra gli investitori. Funds People ha chiesto a Federico Domenichini, head of Advisory Italy di T.Rowe Price, di individuare i fattori più caratterizzanti nel panorama attuale e dettagliare visioni e soluzioni dell’asset manager statunitense.

I mercati dopo anni di dittatura della politica monetaria

Quello appena concluso sarà ricordato come il decennio delle Banche centrali e, dati alla mano, come uno dei rally più importanti e lunghi dei mercati finanziari. “Praticamente ogni asset class ha ottenuto performance positive. L’unica negativa, non a caso, è stata quella delle commodity”, rileva Domenichini.

QE e investimenti

“In un contesto simile è innegabile che le strategie passive siano cresciute in termini di asset. Nonostante gli strumenti passivi avessero il vento a favore, anche nel corso di questo periodo un approccio strategico agli investimenti, basato su una gestione attiva di qualità, è riuscito ugualmente a fare persino meglio. Ad esempio, le nostre principali strategie azionarie globali, USA, Emerging Markets hanno tutte battuto i benchmark a 10 anni al netto delle commissioni”, spiega il manager.

“Guardando avanti”, aggiunge, “non dobbiamo dimenticare che la tech revolution impatterà quasi tutti i settori con grandi cambiamenti sia sui mercati che nella nostra vita quotidiana”. “Stare sul lato giusto del cambiamento sarà cruciale per poter aiutare gli investitori a ottenere buoni risultati”, completa.

L’importanza di un approccio strategico

Crediamo che circa il 30% dell’indice S&P500 sia a rischio disruption, èd è per questo che non basta limitarsi a fare un semplice stock picking. Siamo inoltre fortemente convinti che per individuare il potenziale dei trend in atto serva immaginazione, iniziativa e coraggio di credere in un futuro ancora lontano”, afferma Domenichini relativamente all’approccio o visione di lungo termine di cui una casa di gestione deve essere portatrice per navigare l’attuale contesto macroeconomico in un orizzonte di medio e lungo periodo.

“È cruciale avvalersi di team di analisti sul campo in grado di capire con mano il cambiamento che sta toccando ogni settore. Non solo quello tecnologico, ma anche comparti come quello finanziario o dell’healthcare, verranno rivoluzionati nei prossimi anni. Basta pensare al settore bancario italiano: 15 anni fa le banche si litigavano gli sportelli bancari a suon di milioni di euro, ora li chiudono”, fa notare l’head of Advisory Italy di T.Rowe Price.

La crisi della matrice “style box” è un ulteriore esempio del cambiamento in atto. “Sta venendo meno la differenza tra lo stile growth e value. Oggi le società growth stanno entrando in settori una volta considerati Value e hanno caratteristiche di bilancio molto diverse alle società growth di 20 anni fa”.

Tre variabili cruciali per agire

Come affrontare dunque un contesto che appare privo dei canonici punti di riferimento utilizzati in ottica di investimento. La soluzione di T.Rowe Price alla crisi delle categorie tradizionali richiama le radici dell’asset management inteso come valorizzazione della ricchezza nel lungo periodo.

“Quando si parla di investimenti, il cliente ha spesso la tendenza a pensare che i risultati siano frutto esclusivamente della capacità del gestore”, sostiene Domenichini. Tre sono invece secondo il manager le principali variabili da considerare prioritarie:

  • Il tempo. “Più il cliente rimane investito maggiori saranno le probabilità di ottenere ritorni positivi. In realtà la variabile tempo è strettamente correlata alla variabile consulente finanziario/private banker. Ovvero maggiore sarà la competenza emotiva e di pianificazione del consulente nello spiegare l’importanza del tempo, maggiori saranno i risultati”.

TRowe, Tempo

  • L’Asset Allocation Strategica. “In T. Rowe Price siamo convinti che la tattica non porti risultati. Le decisioni migliori che abbiamo preso sono sempre state strategiche e mai derivanti da una visione di breve periodo. Le decisioni devono derivare da convinzioni basate su una profonda ricerca e sullo studio dei cambiamenti del mondo”.
  • La Persistenza del Gestore. “La terza variabile di successo non può che essere la capacità dell’asset manager di ottenere risultati persistenti nel lungo periodo. E’ quindi cruciale avere strategie in gamma che battono i benchamark a 3, 5 e 10 anni”.

“Come recita una famosa citazione di Warren Buffet”, sintetizza in conclusione l’head of Advisory Italy della casa di gestione, “i mercati finanziari sono quel luogo in cui la ricchezza viene trasferita dagli impazienti ai pazienti”.

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“Tempo e asset allocation strategica devono tornare al centro del concetto di investimento”. Federico Domenichini, head of advisory Italy di T. Rowe Price spiega perché a partire dai dati di performance dell’S&P degli ultimi 15 anni.