Diversificazione e gestione della correlazione tra asset class


Le politiche monetarie ultra accomodanti attuate dalle Banche centrali dopo la crisi finanziaria del 2008 hanno spinto le correlazioni a livelli record. Esse sono infatti cresciute progressivamente, dal 2012 al 2015. In periodi caratterizzati da elevata volatilità e incertezza macroeconomica le diverse classi di attività tendono a essere guidate dalle stesse dinamiche globali. Tra i fattori che hanno contribuito all’aumento delle correlazioni ci sono fattori come la globalizzazione dei mercati finanziari, i QE adottati dalle Banche centrali e il crescente utilizzo di strategie di trading quantitative.

La diversificazione del portafoglio è strettamente legata al concetto di correlazione tra asset class. In uno scenario animato da incertezza politica ed economica, è importante diversificare il portafoglio per asset class, settori e aree geografiche. Al fine di valutare la potenziale volatilità del portafoglio e di ridurne il rischio complessivo, è fondamentale analizzare la relazione tra le diverse classi di attività per costruire un portafoglio in cui le stesse non siano correlate tra loro, o lo siano debolmente. La correlazione negativa tra azioni e obbligazioni ha sostenuto la costruzione dei portafogli per molti anni, ma tale metodo è divenuto sempre meno efficiente. 

Il 2016 ha segnato una svolta: l’aumento del rischio politico, le divergenze di politica monetaria e la crescente fiducia nella crescita economica globale hanno contribuito alla rottura di queste connessioni. Evento che si verifica generalmente nell’ultima fase del ciclo economico. Analizzando la correlazione tra le diverse categorie Morningstar azionarie e obbligazionarie, osserviamo che, dopo un periodo in cui le diverse asset class hanno sensibilmente aumentato il grado di legame tra loro, negli ultimi 12 mesi la situazione è cambiata: le correlazioni sono diminuite, arrivando anche a valori negativi. In quattro mesi siamo passati da una situazione in cui i mercati erano strettamente interconnessi tra loro a uno scenario di divergenza dei rendimenti. 

download Correlazione aree geografiche/Correlazione tra asset class

Gli eventi esogeni verificatisi nell’ultimo anno - principalmente di natura politica come la vittoria di Trump alle elezioni americane e la Brexit - insieme ad uno scenario di reflazione e di crescita economica globale sincronizzata, hanno portato a una dispersione di performance tra le varie asset class. In particolare, la diminuzione generalizzata delle correlazioni può essere attribuibile ad alcuni fattori come l’inversione del trend dei tassi, la bassa volatilità sui mercati e il reflation trade che si è accentuato dall’elezione di Trump. Entrando più nel dettaglio, osserviamo che il coefficiente di correlazione tra alcune categorie azionarie è sceso notevolemente, passando da una situazione in cui le attività erano connesse positivamente a uno scenario in cui  alcune categorie azionarie sono decorrelate. Tra i principali cambiamenti troviamo la relazione tra i fondi azionari Europa emergente e quelli dell’Asia-Pacifico (Giappone escluso) che è diventata negativa, passando da 0,61 a cinque anni a -0,18 nell’ultimo anno, così come quella tra l’azionario America Latina e l’equity statunitense large-cap blend, che è passata da 0,31 a cinque anni a -0,03 nell’ultimo anno. Inoltre, osserviamo che la correlazione tra l’azionario America Latina e due categorie obbligazionarie, ovvero le obbligazioni legate all’inflazione e gli obbligazionari governativi EUR, è diminuita notevolmente, diventando negativa. 

Aree geografiche 

Nell’ultimo anno abbiamo osservato cambiamenti anche tra le aree geografiche. È interessante notare come i mercati emergenti e quelli sviluppati abbiano sensibilmente diminuito la loro correlazione con le altre aree geografiche. Inoltre, le tabelle  in alto mettono in evidenza come negli ultimi cinque anni la correlazione tra l’MSCI Usa e i principali indici azionari europei sia crollata, avvicinandosi alla zero o diventando negativa. In particolare, la relazione tra gli Stati Uniti e l’America Latina, così come con i mercati di frontiera e l’Europa emergente, è diventata negativa, mentre con l’MSCI Europe è passata da 0,76 a cinque anni a 0,29 nell’ultimo anno. 

Anche la correlazione tra la regione dell’America Latina e le altre aree geografiche è diminuita nel corso degli ultimi anni, ad eccezione di quella con il Giappone che è aumentata, passando da 0,44 a cinque anni a 0,61 a un anno. In particolare, è interessante osservare come la correlazione tra l’MSCI EM Latin America e l’MSCI World sia diventata negativa, passando da 0,55 a cinque anni a -0,08 a un anno, così come quella con l’MSCI Usa e l’MSCI Regno Unito che è scesa rispettivamente da 0,46 a cinque anni a -0,28 a un anno e da 0,47 a cinque anni a -0,32 a un anno. Dando uno sguardo all’Italia, notiamo che l’MSCI Italy è correlato negativamente con l’MSCI Usa (-0,11), l’MSCI Asia ex Japan (-0,09) e soprattutto con l’MSCI China (-0,37).

In conclusione, in un contesto di bassi rendimenti, titoli di Stato ai minimi storici, rendimenti differenziati tra le varie asset class ed elevata dispersione di performance tra le diverse aree geografiche, le correlazioni non sono stabili e quindi nella costruzione di un portafoglio è fondamentale analizzare l’evoluzione di tali connessioni tra asset class e aree geografiche, adottando un approccio dinamico e flessibile nella gestione. 

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