Toffoli (Intermonte SIM): “I PIR, un toccasana per le piccole e medie imprese"


È passato più di un anno dal lancio del primo piano individuale di risparmio (PIR) a seguito dell’introduzione della legge dell’11 dicembre 2016 con l’obbiettivo di promuovere l’economia reale del Paese. Secondo Intermonte Advisory e Gestione questo impatto è stato positivo sia in termini di flussi che di rendimento. “La quotazione giova alle piccole-medie aziende in termini di maggiore visibilità, soprattutto favorisce l’acceso al capitale di debito attraverso aumenti di capitale o emissione di bond. Questo permette alle società di avere tassi di crescita in termini di fatturato e investimenti maggiori rispetto alle società non quotate”, spiega Diego Toffoli, senior portfolio manager di Intermonte Advisory e Gestione.

Secondo i dati del penultimo trimestre 2017, la raccolta è stata di 7,5 miliardi di euro e secondo le previsioni del governo italiano si parlava di una chiusura dell’anno con una cifra di 10 miliardi. Secondo Intermonte Advisory e Gestione la raccolta sarà addirittura di 11 miliardi: “Siamo arrivati a questa cifra partendo dai dati forniti da Assogestioni, secondo cui, a fine 2016, gli italiani che avevano investimenti in fondi mobiliari erano all’incirca 6,6 milioni. Ipotizzando che circa il 10% di questi investitori nel 2017 abbia sottoscritto un fondo PIR, per un importo pari a circa la metà del massimo consentito, arriviamo appunto ad una raccolta di circa 11 miliardi di euro", puntualizza Toffoli, "stimiamo inoltre una raccolta sui cinque anni di circa 68 miliardi di euro”.

Rischio Bolla? 

Si discute da diverso tempo di un rischio bolla a causa dell’euforismo nel mercato, anche se, secondo Intermonte Advisory e Gestione, non c’è ancora nessun segnale che possa far pensare a un crollo delle quotazioni. “Certamente l’introduzione dei PIR ha influenzato la performance del settore mid-small cap. Il 2017 si è chiuso con una sovra performance dell’indice FTSE Italy Mid Cap del 16,8% rispetto il FTSE All-share, mentre il FTSE Italy Small Caps ha sovraperformato lo stesso indice dell'11,3%. Se poi confrontiamo la performance con l’indice MSCI Europe Small Caps (+16,6% nel 2017), è piuttosto evidente che l’introduzione dei PIR abbia favorito le mid/small cap italiane. In termini di multipli, invece, in particolare se guardiamo al rapporto prezzo-utili (P/E) e confrontiamo il dato medio delle mid-small cap rispetto al P/E dell’indice FTSE MIB, non sembra ci sia ancora un problema di bolla, dato che il premio a cui trattano le mid/small cap è di circa il 30% in linea con il premio medio storico degli ultimi 10 anni”, spiega il portfolio manager. “Secondo noi questo premio è sostenibile grazie alla maggiore liquidità”.

Legge 401K, ISA e PEA

Legge 401K: Sono piani di investimento presenti negli Stati Uniti, promossi dall’azienda in cui si lavora, che danno la possibilità di investire in azioni, ETF e fondi. L’importo attuale è di 18.000 $ all’anno. È possibile investire ogni anno per tutta la durata della vita lavorativa. È un sistema a tassazione differita in quanto i 18.000 dollari sono dedotti dal reddito da lavoro. Capitale e relativi dividendi, capital gain, ecc., non saranno tassati fino al momento della distribuzione pensionistica, e in quel momento saranno assoggettati alla normale imposta sul reddito che ragionevolmente sarà più bassa.

PEA: Sono nati in Francia nel 2014. A differenza dei PIR, questi possono investire per il 75% in titoli dell’Eurozona, quindi nessun vincolo di investimento nel Paese di origine. Non investono in titoli obbligazionar e non hanno nessun obbligo di investire in PMI. Investimento massimo di 150.000 euro, e il sottoscrittore ha forti vantaggi fiscali se li detiene per 5 anni. In realtà in Francia esistono diversi tipi di piani di risparmio a tassazione agevolata.

ISA: Sono piani di investimenti in vigore in Inghilterra. A differenza dei PIR, questi possono investire in tutti i tipi di prodotti finanziari (ETF, azioni, bond, fondi, c/c remunerativi). L’importo annuo massimo di sottoscrizione è di 20.000 sterline e può essere accumulato di anno in anno fino alla pensione. Capital gain e interessi sono esenti dalle tasse se mantenuti sul conto. Recentemente sono stati introdotti anche i Junior Individual Saving Account per i minori di 18 anni.

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