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Derivati, cosa cambia con la nuova normativa EMIR REFIT


Un comparto consistente a cui, secondo i dati della Banca dei regolamenti internazionali (Bri) relativi al 2017, corrisponde un valore nozionale superiore ai 500 trilioni di dollari. L’utilizzo dei derivati è in aumento data la sempre maggiore complessità delle richieste provenienti dal mercato sia in termini di efficienza che di velocità nel trovare risposte alle nuove direttive che interessano l’industria, da MiFID II per quanto riguarda l’asset management e la consulenza agli aggiornamenti relativi a EMIR per quanto riguarda più specificamente l’attività delle banche depositarie e asset servicing. Quest’ultima, in particolare, è stata fra gli argomenti principali dell’evento organizzato da BNP Paribas Securities Services per fare il punto sulle possibilità fornite da questo strumento finanziario a supporto della gestione. In ottica di semplificazione dei requirements e di regolamentazione di nuovi attori dell’industria è stato, infatti, raggiunto lo scorso 5 febbraio l’accordo tra Commissione Europea, Consiglio Europeo e Parlamento Europeo e si prevede che la nuova EMIR REFIT entrerà in vigore nel corso del mese di giugno.

Quali sono i cambiamenti?

Quattro sono le principali modifiche messe in evidenza nel corso dell’evento organizzato da BNP Paribas Securities Services che ha riunito i principali attori interessati al cambiamento in atto. La prima riguarda le nuove disposizioni relative alle operazioni di clearing, la seconda la definizione di Controparte Finanziaria con estensione a tutti i Fondi di Investimento Alternativi (AIF) domiciati nell’Unione Europea, terza modifica l’estensione dell’esenzione temporanea alle operazioni di clearing per i Piani Pensionistici (PSA’s) e in ultimo gli aggiustamenti su reportistica e mitigazione del rischio relativo ai derivati Over The Counter (OTC).

Approccio integrato

Una serie di cambiamenti che, unitamente alla necessità del mercato di utilizzare in maniera sempre più estesa strumenti ad alta efficienza come i derivati, “rende vincente”, ha affermato in apertura dei lavori Stefano Catanzaro, general manager di BNP Paribas Securities Services, “un approccio integrato realizzabile a costi competitivi da chi, come il Gruppo BNP Paribas, possiede dimensioni e expertise interne maturate negli anni in grado di combinare economie di scala e qualità del servizio”. Nel corso dell’evento Fabio Cornelli, Derivates Execution and Clearing di BNP Paribas Securities Services, si è concentrato su cambiamenti e prospettive relativi al clearing dei derivati OTC, mentre Matteo Zanardi e Federico Morini, entrambi global product specialist, Investment & Collateral Services di BNP Paribas Securities Services, hanno affrontato il tema dei margini iniziali e dei Collateral, presentando su quest’ultimo punto soluzioni innovative come quella rappresentata dalla figura del Tri-Party Agent.

Argomenti specialistici alla cui tecnicalità corrispondono concrete possibilità per l’intera industria della gestione. Basti pensare alla replica sintetica degli strumenti di investimento passivi o all’hedging ottenuto tramite derivati. Due fra gli ambiti in cui gli argomenti discussi nel confronto proposto da BNP Paribas Securities Services avranno certamente maggiore impatto.

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