Le decisioni di BCE e Fed, l'analisi dei gestori internazionali


Abbassati i tassi sulle operazioni TLTRO3 e lanciata la nuova serie di operazioni di rifinanziamento PELTRO (Pandemic Emergency Longer-Term Refinancing Operations). Queste le misure annunciate dalla Banca centrale europea nel meeting di aprile, nel pieno della crisi del coronavirus. Restano invece invariati i tassi di interesse principali e il volume degli acquisti di titoli del QE e del PEPP (Pandemic Emergency Purchase Programme). Nella conferenza stampa il Presidente dell’Istituto, Christine Lagarde, non ha nascosto le forti preoccupazioni per la situazione economica: “L’Eurozona sta fronteggiando una contrazione dell’attività con una velocità e una forza senza precedenti. Il PIL potrebbe subire un tracollo tra il 5% e il 12% quest’anno”, ha commentato. Francoforte ha ribadito il pieno sostegno all’economia, aggiungendo di essere pronta ad aumentare le dimensioni del PEPP se necessario. Inoltre ha sottolineato di aver accolto con favore le misure da 540 miliardi disposte dall'Eurogruppo (fondo Sure, potenziamento della Bei e accordo sul Mes) e di “guardare positivamente all'accordo per creare un recovery fund che fronteggi questa crisi senza precedenti”.  

David Zahn, head of European Fixed Income di Franklin Templeton, giudica queste misure molto favorevoli ai mercati obbligazionari europei: “i titoli di stato dell'Europa periferica, il credito investment grade e le obbligazioni finanziarie subordinate dovrebbero trarre il massimo vantaggio dalla continuità della politica accomodante della BCE”, afferma. Konstantin Veit, senior manager di PIMCO, mette in evidenza come le nuove misure siano molto concentrate nel fornire alle banche tutta la liquidità necessaria per sostenere l'economia reale durante il periodo di crisi.

Anche Paul Diggle, capo economista di Aberdeen Standard Investments, sottolinea i benefici per le banche delle misure della BCE, che ha abbassato il tasso di interesse a cui gli istituti di credito possono contrarre prestiti al -1%. "Se ci pensate, quest'ultimo dato è davvero notevole, le banche della zona euro ottengono l'1% per aver preso denaro dalla BCE e averlo prestato ad aziende e famiglie. La BCE potrebbe continuare ad abbassare il tasso di interesse se lo volesse. In realtà, questo tasso negativo è un sussidio diretto alle banche piuttosto che una misura che genera conseguenze negative per il settore bancario che molti temono”, dichiara. “Le banche possono usare quella liquidità per tutto ciò che vogliono, compresa la partecipazione a operazioni di carry trade con titoli periferici a breve termine (cosa che non può essere fatta alle condizioni del TLTRO), ad esempio acquistando BTP italiani”, sottolinea Andrew Mulliner, manager del team a reddito fisso di Janus Henderson.

Ma non tutti gli analisti sembrano convinti dagli esiti della riunione di oggi: "lasciando invariato il tasso di deposito e, in particolare, il ritmo degli acquisti attraverso il PEPP, tutte le speranze di una vera spinta nel breve termine sono state deluse”, dichiara Hetal Mehta, senior european economist di Legal & General Investment Management. E c’è spazio per la delusione anche per chi aveva ipotizzato che la BCE avrebbe aggiunto gli "angeli caduti" (emittenti che cadono dai rating investment grade) alla sua lista di attività ammissibili per l'acquisto di obbligazioni societarie, come ha fatto la Fed. "Per gli investitori è meno di niente, ma anche meno di quanto ci si aspettasse", dice Mulliner.

La Fed tra i timori per il PIL e occupazione

Anche la Fed ha lasciato i tassi di interesse invariati in un clima di grandi timori per l’economia USA. Nei primi tre mesi dell’anno il PIL ha registrato una contrazione del 4,8% ma spaventano ancor più le previsioni per il secondo trimestre, con un calo che potrebbe arrivare fino al 30%. Intanto le richieste di sussidi di disoccupazione presentate dalla metà di marzo ad oggi si aggirano attorno ai 30 milioni. In questo scenario il Presidente Jerome Powell ha ribadito che la Fed continuerà ad agire in modo forte e aggressivo e “ad usare tutti i suoi strumenti per sostenere l'economia americana”.  

Secondo l'opinione degli esperti di AXA IM, la Fed ha spinto i tassi di interesse il più basso possibile, ha la possibilità di acquistare attività a lungo termine illimitate e sta variando gli acquisti quasi settimanalmente, "C'è poco altro che la Fed può o deve fare in questo momento", affermano. Per Christian Scherrmann, economista statunitense di DWS la Fed ha deluso le attese: "La dichiarazione del FOMC di aprile ci ha dato quello che ci aspettavamo, ma non quello che cercavamo", afferma. Per l'esperto, ci sono state meno informazioni su questioni come quanto intendono acquistare e a quale ritmo.

Secondo James McCann, senior Global Economist di Aberdeen Standard Investments la Fed avrebbe dovuto essere più audace: “il suo primo passo dovrebbe essere quello di aumentare l’ampiezza e la portata delle sue misure di allentamento del credito per assicurare che la liquidità fluisca verso quei settori dell'economia che stanno affrontando una crisi”, commenata. Inoltre secondo l’esperto le misure di helicopter money dovrebbero essere innovate dalla Fed, rendendoli permanenti. In questo modo: “la Fed potrebbe dare un forte impulso alla crescita e all'inflazione, che è improbabile che possa verificarsi se ci si limita ad attenersi agli stessi vecchi strumenti”, dichiara.

Infine per Anna Stupnytska con misure di distanziamento sociale potenzialmente in vigore per altri 12-18 mesi, il responsabile globale della macroeconomia di Fidelity International ritiene che nelle prossime settimane saranno necessarie ulteriori azioni. Ciò comprenderebbe l'aumento delle dimensioni di alcune linee di credito, la modifica delle loro condizioni ed eventualmente la creazione di nuove misure che forniscano assistenza a settori specifici come l'edilizia abitativa.

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