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Daprà (Moneyfarm): “ESG, una tendenza che osserviamo con attenzione ma che ancora non seguiamo”


L’attuale contesto macroeconomico sta mettendo a dura prova investitori e professionisti del settore anche in quest’ultima fase dell’anno. Gli esperti concordano sul fatto che non sia il caso temere una recessione. “La convinzione che l’economia americana sia in uno stato migliore del resto del mondo sta reggendo le sorti dei listini azionari globali”, spiega Giovanni Daprà, AD e co-fondatore di Moneyfarm.

“Ogni volta che emergono elementi che mettono in dubbio questa narrativa, come ad inizio mese, le ripercussioni si sentono su tutti i mercati su tutte le geografie. La più recente campana l’ha fatta suonare il Manufacturing Index dell'Institute of Supply Management (ISM), che registra l'entità dell'attività manifatturiera in USA, e ha segnato il minor valore dal 2009, quando l’economia stava uscendo dalla crisi, e segnando una delle peggiori sorprese (-2,2) rispetto alle attese degli ultimi anni”, ricorda l’esperto.

Ciò ha generato un nuovo incremento della volatilità, che comunque si sta assestando attorno a livelli in media più alti che negli anni precedenti. “Il numero sull’attività manifatturiera, per quanto non da sottovalutare, per ora rientra nella logica di rallentamento dell’attività economica a livello globale, che probabilmente ha radici nel raffreddamento del commercio globale”, continua Daprà.

Secondo il responsabile di Moneyfarm, probabilmente i flussi commerciali per quest'anno cresceranno al tasso più basso dalla grande crisi finanziaria.  “I dati sul mercato del lavoro per il mese di settembre hanno in parte migliorato le prospettive di breve termine, con dati misti ma in ogni caso tutt’altro che catastrofici”, sottolinea. “È per questo che ci siamo mossi tagliando l’azionario nell’ultimo anno e allungando la duration con l’ultimo ribilanciamento. Tuttavia rimaniamo in costante monitoraggio dei movimenti macroeconomici”, spiega Daprà.

Il consiglio dell’esperto, in ogni caso, è sempre quello di investire, “nei modi giusti e secondo il proprio profilo di rischio, anche in presenza di incertezza. Si pensi che opportunità avrebbe perso chi avesse deciso di restare fuori dal mercato in questo 2019. Crediamo che per la maggior parte degli investitori, l’investimento con ottica di lungo termine e con cadenze regolari sia la scelta migliore. Ovviamente è importante affidarsi a chi sa aiutare a gestire nel modo migliore l’esposizione al rischio”, ricorda.

ESG e innovazione tecnologica
L’esperto sottolinea come negli ultimi mesi stia aumentando la consapevolezza da parte dell’industria rispetto alla necessità di un rinnovamento per far fronte alle mutevoli richieste della clientela. “Questo si nota anche in alcune revisioni dell’offerta da parte di player importanti”, sottolinea Daprà. “L’accordo che abbiamo firmato con Poste italiane è sicuramente d’esempio in questo momento. Dalla sinergia tra grandi player e realtà innovative può nascere una nuova strada per il rinnovamento del settore”.

Per quanto riguarda gli investimenti secondo criteri ESG, per Daprà si tratta di un tema molto delicato. “Sicuramente esiste una crescente attenzione che si traduce senza dubbio in una maggiore domanda da un punto di vista commerciale. Anche i nostri clienti in Italia, nel Regno Unito, in Germania ci chiedono queste soluzioni. Per il momento abbiamo deciso di non andare in questa direzione, nonostante l’evidente opportunità commerciale”, spiega.

“Crediamo che la definizione dell’universo investibile non sia affatto semplice. Dove si tira la linea tra ciò che si può inserire nel portafoglio e ciò che non si può inserire? Certamente ci sono delle soluzioni, ma il rischio di offrire ai clienti, che hanno sensibilità molto diverse, qualcosa che sia al di fuori delle loro aspettative è molto alto. Sicuramente, tuttavia, resta una tendenza che studiamo con attenzione”, conclude.

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