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Daniele Botta (Symphonia SGR): “Ricerchiamo strategie più conservative con profili di volatilità ex ante più contenuti”


In una fase di rallentamento del ciclo economico, è importante capire quali sono le strategie azionarie che possano offrire opportunità di ritorni positivi e proteggere il portafoglio in caso di drawdown di mercato. A parlarci di equity è stato Daniele Botta, fund selector di Symphonia SGR.

Rispetto allo scorso anno ci sono stati dei grossi cambiamenti sui mercati azionari: “Nel 2017 abbiamo ricercato strategie ad ampio spettro (multi-asset) con una componente equity più significativa, ma già verso la fine dell’anno ci siamo spostati su strategie con un profilo di rischio più mitigato”, spiega Botta. “Quest’anno invece, abbiamo preferito strategie più conservative, con profili di volatilità ex ante più contenuti. Accanto alle soluzioni direzionali di portafoglio abbiamo cominciato a ricercare prodotti long/short e market neutral. Le parole d’ordine rimangono flessibilità, liquidabilità e diversificazione, tutte caratteristiche che vengono prese in considerazione già in fase di due diligence del prodotto".

A inizio anno, l’azionario europeo mostrava prospettive di crescita migliori rispetto a quello americano, ma nel corso del 2018, a seguito della riforma fiscale, il mercato ha sorpreso le attese. “Eravamo convinti che l’Europa colmasse il gap di crescita con gli Stati Uniti, ma in realtà non è stato così. Abbiamo cercato di concentrarci sui fondamentali, per non dipendere dall’esposizione geografica e cercare valore nel singolo investimento”. 

Negli ultimi anni è aumentato l’interesse da parte dell’industria verso gli investimenti tematici, che stanno cavalcando i principali trend di medio-lungo termine. “Noi di Symphonia SGR utilizziamo le soluzioni tematiche da dieci anni ormai. Abbiamo sviluppato una linea multi-tematica che abbraccia le principali tendenze di lungo periodo: demografia, tecnologia, healthcare, efficienza energetica, crescita dei Paesi emergenti solo per citarne alcune”, spiega il gestore.

“Credo che siano due i motivi per cui c’è un grosso interesse verso queste strategie: il primo è dovuto al fatto che viviamo in un mondo di profondi mutamenti che impatteranno in maniera sensibile il nostro futuro ed il nostro modo di vivere; il secondo è che l’industria finanziaria non vuole farsi sfuggire l’opportunità di anticipare questi trend proponendo soluzioni di investimento con un’ottica di lungo termine. Ritengo che, ad oggi, la componente tematica ricopra ancora una parte satellite all’interno dei portafogli, ma che tenda ad aumentare in maniera sensibile".

MiFID II, quali impatti?

Già un anno fa, in ottica dell’introduzione di MiFID II, Symphonia SGR ha ridotto il numero di fondi all’interno della propria buy-list. “Abbiamo cercato di efficientare e snellire la selezione. Ci siamo resi conto che la normativa richiede una maggiore tutela del risparmiatore attraverso la massima trasparenza sulla disclosure nelle commissioni”, spiega Botta. “Ci siamo focalizzati quindi su quelle controparti che avevano un grado di visibilità dei portafogli maggiore ed un’elevata trasparenza sui costi di gestione. Inoltre, abbiamo aumentato il numero di strategie passive per contenerne le spese complessive”. 

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