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Cripto attività, è necessario un regime normativo nazionale


Sulle offerte iniziali e gli scambi di cripto attività è necessaria “una disciplina specifica idonea a fornire un nuovo quadro di riferimento per operatori e investitori”. A dirlo è la CONSOB nel suo Rapporto finale sulle offerte iniziali e gli scambi di cripto attività, ovvero le raccolte di denaro volte a finanziare progetti imprenditoriali con emissione e successiva offerta al pubblico di titoli (token) registrati su una stringa digitale. Una definizione che la stessa Commissione riconosce essere poco chiara e facilmente confondibile con quella delle cripto valute.

Il Rapporto, pubblicato lo scorso 2 gennaio, è il risultato di un confronto pubblico che ha coinvolto gli operatori di mercato e che ha visto la pubblicazione, il 19 marzo 2019, di un documento per la discussione, seguito da un public hearing tenutosi il 21 maggio 2019 presso l'Università Bocconi di Milano. “Esso vuole essere un contributo al dibattito, elaborato in vista dell'eventuale definizione di un regime normativo in ambito nazionale che disciplini lo svolgimento di offerte pubbliche di cripto-attività e delle relative negoziazioni”, scrivono da CONSOB.

Il documento chiarisce gli aspetti definitori delle cripto-attività ai fini della normativa proposta, per poi soffermarsi sul regime delle piattaforme per l'offerta di cripto-asset di nuova emissione, sui sistemi di scambi e sui cosiddetti ‘servizi di portafoglio digitale’ per la custodia e il trasferimento delle cripto-attività.  “L'obiettivo di questo esercizio”, aggiungono, “è individuare possibili soluzioni normative per disciplinare alcune cripto-attività che non sono assimilabili agli strumenti finanziari".

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