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Crespi (Sofia GP): "Per le GP il trend è positivo"


I clienti hanno sempre più esigenze complesse e obiettivi molteplici. Tanto più quando, nei momenti più difficili di mercato, le classiche soluzioni non sono sempre sinonimo di sicurezza e rendimento. Una differenza, ad esempio, potrebbe essere quella di affidarsi alla gestione patrimoniale che, a fronte di una certa diversificazione, garantisce maggiori sicurezze, evitando al risparmiatore il catastrofico scenario di veder sfumare ogni centesimo racimolato con fatica.

Chi fa di questa soluzione una propria bandiera, come ad esempio Sofia Gestione del patrimonio SGR, l’ha sviluppata negli anni grazie ad una logica dell’external asset manager. “Il cliente apre un conto a sé intestato presso una banca terza e conferisce a Sofia una delega a gestire il proprio patrimonio depositato presso quel conto. Un sistema rodato ed efficiente che separa in maniera chiara e trasparente il ruolo di banca depositaria rispetto a quello di gestore dei patrimoni, risolvendo a monte qualsiasi forma di conflitto di interessi”, chiarisce a Funds People Alberto Crespi, direttore generale della società di gestione. Grazie a questo modello la masse di Sofia sono cresciute progressivamente: in soli 6 anni la crescita complessiva è stata di oltre un miliardo di euro della quale oltre il 60% in GP. E il 2017 conferma il trend positivo: “nel primo semestre le masse sono cresciute di circa 100 milioni di euro, attestandosi a 750 milioni di euro”, sottolinea il manager.


Questa tipologia di gestione nasce con l’idea perciò di fornire una soluzione d’investimento personalizzata in funzione degli obiettivi del cliente. “La nostra logica è quella di stabilire ogni anno, con ciascun cliente, un obiettivo di rendimento e di flusso cedolare, in maniera tale da poter costruire una strategia di investimento in grado di realizzare con alta probabilità questi obiettivi minimizzando la volatilità del portafoglio”, spiega Crespi. “Dato che normalmente le esigenze dei clienti sono complesse e gli obiettivi molteplici, la nostra logica è quella di proporre un contratto multilinea che consente di diversificare l’investimento su più strategie. Il cliente ha così la possibilità non solo di visionare la posizione complessiva, ma anche di monitorare l’andamento delle singole strategie e il raggiungimento di ciascun obiettivo”. In questa logica la figura del consulente finanziario è imprescindibile. “È un professionista, vero fiduciario del cliente, in grado di rilevare le sue esigenze e interagire con l’Ufficio studi di Sofia in maniera tale da tradurle in una proposta di investimento coerente”. E sui costi? “Il costo da applicare non è altro che una conseguenza di questo approccio ed è pertanto determinabile solamente a valle di tutto il ragionamento. Il prezzo deve essere infatti coerente con la strategia adottata e gli obiettivi del cliente”, precisa il direttore generale.

In Sofia d’altronde l’interesse da parte della clientela verso le GP è stata sempre alta. “Si tratta di un veicolo molto efficiente. Oltre alla trasparenza, grazie ad un rendiconto completo nel quale è possibile analizzare nel dettaglio la performance ottenuta e tutti i costi applicati, le gestioni patrimoniali consentono di ottenere la massima tempestività operativa (essendo la stessa demandata al desk di Sofia) e di ottimizzare al tempo stesso la componente fiscale. Non è un caso che in un modello indipendente e improntato sul wealth management come il nostro, le GP rappresentino il servizio core della SGR. Così come non è un caso che gli impatti della Mifid II su questo veicolo siano assolutamente marginali”, conclude Alberto Crespi.

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