Cresce l’appetibilità dei subordinati high beta


Contributo a cura di Alessandro Cameroni, gestore dei fondi Lemanik Global Bond e Lemanik Selected Bond.

Sempre più positivo il contesto di mercato per il credito europeo con le componenti a maggior beta, vale a dire quelle obbligazioni più sensibili agli “umori” di mercato, che tornano ad attrarre l’interesse di mercato. In particolare, ci riferiamo a subordinati industriali e finanziari di emittenti di qualità, con elevato carry". È l'analisi di Alessandro Cameroni, gestore dei fondi Lemanik Global Bond e Lemanik Selected Bond.

Stimoli fiscali e monetari costituiscono un formidabile scudo in grado di tenere bassa la volatilità, ma il persistente scenario di tassi bassi o negativi sta indirizzando nuovamente i flussi di investimento sulle poche componenti obbligazionarie ancora in grado di generare ritorni interessanti. La stabilità del credito è al centro di manovre di supporto e allentamento regolamentare, col business che si sta riorientando al deleverage.

Si sta ripetendo quanto successo da inizio 2019 allo scorso febbraio. Il ripristino della liquidità di mercato, la recente piena riapertura del primario e la ripresa economica a cui stiamo assistendo nel Vecchio Continente stanno creando le condizioni ideali per un'ulteriore ripresa delle componenti subordinate.

L’incertezza generata dall’esplosione dei contagi in diverse parti del globo è controbilanciata dalla determinazione di banche centrali e politiche fiscali a sostegno della crescita. Storico l’accordo raggiunto sul “Recovery fund”, che apre ad una maggiore integrazione economica e monetaria in Europa, cui a breve si aggiungerà un ulteriore imponente pacchetto fiscale in Usa.

Selettività e qualità rimangono però fondamentali; un buon mix di portafoglio che punti nell’attuale contesto a ritorni interessanti, non può prescindere da nicchie di investimento come gli industrial hybrid e i subordinati finanziari. Entrambi questi segmenti presentano emittenti ad elevata qualità, parliamo anche di singole “A” che consentono, investendo sulla parte più rischiosa della struttura di capitale, livelli di rendimento molto appetibili. Tale appetibilità è legata a un generoso premio al rischio attribuito ai rischi “tecnici”, cioè cedole e scadenza effettiva. Perché lo riteniamo generoso? Basti ricordare come entrambi i segmenti hanno superato brillantemente il recente stress di mercato di marzo su questi rischi, con marginali ma ben remunerate conseguenze solo su alcuni emittenti più deboli come Deusche Bank e Lufthansa.

Un ultimo pensiero all’estate, che solitamente ci riserva “calde” sorprese. È sempre complicato fare previsioni e i contagi in espansione non agevolano il compito, per cui ci limitiamo a osservare che i flussi di primario stanno scemando, mentre il supporto dei programmi di acquisto delle banche centrali è lì con tutte le sue potenzialità, come mai in passato.

Professionisti
Società

Notizie correlate