Credit Suisse AM, il futuro dell’healthcare nel primo “The Digital Times”


È partita l’avventura “The Digital Times”, creata dalla divisione Asset Management di Credit Suisse per approfondire le tematiche di attualità che stanno cambiando la società e il mondo degli investimenti.

Il primo della serie di appuntamenti previsti è stato dedicato al tema della Digital Health settore già in forte crescita prima della diffusione su scala globale di Covid-19 e che ha visto una ulteriore accelerazione con l’evento pandemico.

La formula di Credit Suisse AM

Una particolare attenzione merita la modalità di interazione cje contraddistingue gli eventi digitali ideati dall’asset manager svizzero con possibilità per l’utente di navigare attraverso un avatar in un foyer virtuale in cui raccogliere informazioni e focus sull’evento, tramite, ad esempio, la visione di video e l’ascolto di podcast.

Una possibilità che accompagnerà il fruitore prima e dopo l’evento, che nella prima uscita ha visto Frank Di Crocco, responsabile Distribuzione Retail Italia della società, in una profonda discussione con esperti italiani e internazionali nel capo dell’innovazione digitale applicata al settore sanitario. Presenti nello studio virtuale di Credit Suisse AM, Roberto Ascione, CEO & fondatore di Healthware Group, grande società di consulenza sanitaria indipendente con più di 1000 persone in Europa e negli Stati Uniti attraverso la joint venture IntouchGroup, Lavina Talukdar, investor relator di Moderna, Graziella Bilotta, CEO di Paginemediche, piattaforma online che connette medici e pazienti e Pascal Mercier, product specialist dei fondi tematici di Credit Suisse Asset Management, che ha fornito la view della casa di gestione sul comparto e approfondito le possibilità di investimento sul tema con particolare riferimento al Credit Suisse (Lux) Digital Health Equity Fund.

I tratti salienti del settore digital health

"Le valutazioni sono oggi alte ma il settore continuerà a crescere a tassi significativi". Secondo Mercier, è estremamente importante studiare correttamente i fondamentali delle aziende e le loro prospettive di sviluppo in relazione tanto ai dati finanziari quanto alla comprensione del livello di innovazione apportato in base ai servizi offerti. “In questo senso il nostro approccio è in parte paragonabile a quello di un fondo di private equity perché investiamo con un orizzonte di 10 anni”, ha affermato il manager. Anche per quanto riguarda la volatilità la prospettiva da assumere nel momento in cui si investe nel settore è quella della visione di lungo periodo. Necessario infatti, come specificato da Pascal Mercier essere in grado per l’investitore di sopportare livelli di fluttuazione di prezzo che possono farsi anche significativi e assimilabili a quelli dell’investimento in small e mid cap. “La crisi del settore sanitario legata a Covid-19”, sottolinea inoltre Mercier guardando al futuro, “ha dimostrato allo stesso tempo la necessità di cambiamento insita al settore e l’efficacia delle soluzioni legate all’innovazione digitale laddove presenti”.

Rispetto all’allocazione geografica del fondo, fortemente concentrata per una quota intorno all’80%, sugli Stati Uniti, Mercier sottolinea come dal punto di vista di guida globale dell’innovazione, largamente intesa, lo scettro sia ancora saldamente nelle mani degli USA. Cresce l’allocazione in Cina che rappresenta oggi la metà, ossia il 10&, della restante parte del portafoglio. “Non consideriamo le elezioni USA una potenziale minaccia per il settore”, conclude Mercier, “poiché il tema, essendo legato ad un bisogno primario come quello della salute, è molto resiliente ad un’ampia serie di problematiche, tra cui quelle di tipo politico”.

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